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Origini di una ninfomane (Storie Vere pt.6)
Data: 09/11/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: NymphoK
[Voglio scusarmi per la lunghissima assenza. È da dicembre che non scrivo ma il lavoro mi ha completamente assorbita. Per chi fosse interessato alla serie o per chi avesse perso i racconti precedenti, cerchi "Origini di una ninfomane" di NymphoK. Dal momento che è da otto mesi che non scrivo, c'è la probabilità che mi sia arrugginita, quindi chiedo venia per eventuali errori o un racconto spento] Tra me, G. e A. andò avanti un bel po'. In mezzo ebbi altre scopate con altri ragazzi e posso dire con certezza che in due anni di sesso ho avuto più cazzi di una che lo fa da una vita. Spesso e volentieri mi rimproveravo per la mia vita sregolata ma diciamocela tutta, la carne è la carne e l'istinto non sta alle regole della razionalità. I mie diciott'anni segnarono una svolta. Per me la maggiore età determinava la libertà sessuale, il diritto al voto o la possibilità di firmarmi le giustificazioni passavano in secondo luogo. Iniziò per me ciò che ho sempre definito un periodo di disinibizione spudorata. Se prima il sesso era qualcosa di proibito o il fatto di bere alcool fosse qualcosa di sconsiderato, a diciott'anni è socialmente accettato e questo fatto mi caricò tantissimo. Con A. le cose erano cambiate; si fidanzò e troncò di netto la nostra relazione fisica. G. invece rimaneva un punto fisso, una presenza irremovibile. Era estate, io odio il caldo e mi fa perdere la voglia di far tutto. Tranne di cazzo, quella è una voglia che non perdo mai. Una giornata bellissima, un ...
... leggero vento caldo solleticava la mia pelle mezza nuda mentre prendevo il sole in riva al mare. Con me c'era S., una ragazza con cui mi trovavo benissimo che avevo conosciuto durante l'inverno. Avevamo gli stessi gusti; ad entrambe piaceva conquistare i ragazzi con il nostro corpo e quando uscivamo insieme, era solo per "cacciare". Era da cinque giorni che non scopavo, G. era in vacanza ad Ibiza. Così decisi di mettere le mie forme in bella vista, magari avrei fatto colpo su qualcuno. Al chiosco della spiaggia si avvicinarono due ragazzi, D. e M. Era da un po' che li fissavo mentre succhiavo la granita con la cannuccia. Ebbene si, era un messaggio ben chiaro il mio. Passammo il pomeriggio con quei due ragazzi, poco meno che sconosciuti. Parlammo di tutto e di niente, era un modo classico per rompere il ghiaccio. Ma già in quel momento tra me e S. ci fu la sensazione che tutti noi avevano voglia di andare oltre. La mia preferenza si era riversata su D., un ragazzo mulatto, ben fisicato e alto. La mia amica, invece, si era fatta andare bene M. In questo ci differenziamo io e S.; mentre lei è una che raccatta chiunque veda (quella che comunemente viene chiamata "morta di fame"), io mi sono sempre reputata più capricciosa. Se uno non mi piace fisicamente, non ci riesco ad andare. Ci invitarono nell'appartamento al mare dove alloggiavano e lì iniziò tutto. Bottiglie di birra venivano stappate continuamente e i freni inibitori calarono drasticamente, il caldo aumentava gli effetti ...