1. Origini di una ninfomane (Storie Vere pt.6)


    Data: 09/11/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: NymphoK

    ... dell'alcol e in men che non si dica mi trovai con la lingua di D. in bocca. Lui seduto sul divano ed io a cavalcioni su di lui. Le nostre lingue si accarezzavano violentemente mentre io muovevo il mio bacino sul suo cazzo sempre più duro che spingeva contro i pantaloncini. Le sue mani, lente e curiose, toccavano il mio culo coperto dagli shorts. Mi staccai da lui, gli occhi lucidi di D. mi guardavano mentre i suoi denti mordicchiavano il labbro inferiore. Mi tolsi il pezzo sopra del costume, liberando i miei seni abbondanti e appiccicosi di umidità. Affianco a noi, S. e M. si stavano dando da fare con strusciamenti vari. Preso dalla voglia, D. mi portò in bagno e, appena chiusa la porta, mi sbattè al muro. Sentii il suo corpo premere contro il mio, sentivo il suo cazzo duro scontrarsi e strusciarsi contro la mia pancia. Mi mise una mano sulla nuca mentre continuava a baciarmi con le sue labbra carnose. Con l'altra mano, invece, si calò i pantaloncini così a scoprire un cazzo davvero massiccio e bollente. Non era particolarmente lungo, nella media direi, ma era grosso. La mia mano si affrettò a prenderlo; non riuscivo a tenerlo tutto nella mano, il mio pollice non riusciva a chiudersi con le altre dita. Mi bagnai al solo pensiero di un cazzo così grosso nella mia vagina. Mi liberai dalla sua bocca, scivolai giù restando appoggiata con la schiena al muro. Lo guardai negli occhi e istintivamente mi leccai le labbra. Le stavo umettando per accogliere il suo cazzo nella mia bocca. ...
    ... Dapprima gli leccai la cappella. Era davvero grossa e la pelle era lucida e tirata da quanto era duro. Aprii la bocca e iniziai a succhiare quel cazzo. Avevo la mandibola spalancata al massimo e facevo fatica. Ma continuavo. D. mi prese i capelli a mo' di coda di cavallo e spingeva ritmicamente la mia testa contro il suo cazzo per riuscire ad andare più in profondità. Sentivo la cappella sbattere infondo alla bocca, mi ostruiva la gola e l'unica cosa che riuscivo a fare erano dei versi simili a strozzature. Ogni tanto lo toglieva tutto, per darmi l'opportunità di respirare. La mia figa si stava bagnando, ero eccitata. Con le dita mi stuzzicavo il clitoride che ad ogni mio tocco, si gonfiava sempre di più. Avevo le mani inondate di eccitazione. Sazio del pompino, D. mi liberò e mi tirò su. Mi girò, sbattendomi con il petto contro le fredde piastrelle del bagno. Con le mani ripercorse la sagoma del mio corpo; arrivato ai fianchi, strinse la mia carne con le mani per poi massaggiarmi le natiche. Calò definitivamente i miei pantaloncini, poi prese le striminzite mutande del costume e le scostò. Liberò la mia figa. Iniziò a massaggiarla, passando le dita tra le fessure. Solleticò il mio clitoride, poi tornò indietro e mi infilò due dita nella vagina. Era talmente bagnata che scivolarono in maniera perfetta. Con l'altra mano mi tenne il culo aperto, così da avere la mia figa bella larga e in bella vista. Prese il suo cazzo, lo segò per un paio di secondi e ci sputò sopra. Premette ...