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Una domenica all'alba
Data: 10/11/2020, Categorie: Etero Autore: carloxxxbsx
Era già diverso tempo che stavamo insieme, non vivevamo insieme perche la sua separazione non era compiuta, ed io ero diventato l'uomo con la valigia; arrivavo verso le 11 o mezzanotte ed andavo via alle 5 o alle 6. Il motivo era serio ed importante, il bimbo non era ancora pronto ad un altro uomo, e andava rispettato. E quindi facevo proprio l'amante per professione, non che ci fossero altri uomini, ma andavo e venivo furtivamente. Questo, lo scoprimmo poi dava un po di sale, di cui però non ci rendevamo conto. Quel sabato il bimbo era dall'altro genitore, e come tutte le coppie sottostanti una separazione prendemmo quella serata come il massimo possibile, uscimmo con gli amici a far di tutto, tornando a casa troppo stanchi per stare insieme. Dormii da lei. Poco male contavo su una doccia erotica per la mattina dopo, una di quelle cose voluttuose, lente e estremamente tattili da dare senso alla parola lussuria; sognavo un acqua tiepida con una sensoriale elettricità che attraversasse i nostri corpi ad ogni minimo tocco. E così mi addormentai estremamente eccitato. Di solito ero mattiniero, ma quella domenica mattina mi svegliai alle 5. Guardai l'orologio sul polso, avevo dormito tre ore, ma qualcosa in basso destò la mia mente. Avevo l'erezione più bella che avessi mai visto su di me. Pulsava di voglia..... lei dormiva sul fianco e mi dava le spalle. Sfiorai le sue cosce e conoscendola come nessuno intuii che no c'erano ...
... fluidi, andava lubrificata, ma non volevo svegliarla così! Volevo svegliarla col mio turgore, allora mi bagnai il pene il più possibile, sapevo che poteva non bastare. La conoscevo più che bene. Ora dormiva! Le entrai dentro, ponendomi sul fianco sinistro anche io, lentamente ma in una sola volta, la secchezza delle sue pareti non facilitò affatto, si destò ma non completamente, era ancora in un certo dormiveglia ma sapeva cosa stava succedendo; mugugnò qualcosa, sembrava volesse dire:" che bello! però voglio dormire!". Le iniziai a sfiorare il clitoride con il mio indice destro, nella maniera più leggera possibile sapevo che aveva una forte sensibilità... Poi passai il dito di lato, in quella porzione di spazio a destra del clitoride, tra lo stesso e le grandi labbra, questo la faceva bagnare sempre. Sfiorai quel clitoride morbido nello spazio a lei congeniale, la mia erezione non si era mossa di un palmo, ed appena sentii un po di umido intorno a me iniziai a muovermi. Prima lentamente e poi sempre di più, lei aveva aperto gli occhi ed eravamo già coinvolti in un lungo bacio fatto solo di lingue. Era li con me! Andai avanti un pò così poi mi alzai e la misi a su ginocchia e gomiti, iniziando una delle pecorine più ardenti mai fatte, venne presto. Allora mi stesi e la feci sedere su di me, prima in modo che ci guardassimo, facilitandomi il tocco ai suoi capezzoli dritti e duri, poi quando la sentii di nuovo eccitata la feci girare, seduta su di me mi ...