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Una domenica all'alba
Data: 10/11/2020, Categorie: Etero Autore: carloxxxbsx
... donava la vista di quella schiena che io adoravo. Le passai la mani sotto le natiche e la sollevai, così le sue gambe tornite non faticavano troppo, in parte le mie braccia sostenevano il suo peso. La posizione era pericolosa, era tra le mie preferite in assoluto, e senza un perche mi stimolava così tanto che ben presto sarei venuto. Ma lei dopo pochi colpi, ben assestati, cosa che adorava, era bagnatissima; dissi a me stesso che stava per venire di nuovo. D'impeto la feci scendere, volevo farle perdere la testa, la misi supina, le alzai le gambe e le misi sulle mie spalle e mi infilai dentro di lei fino alla radice. Spalancò gli occhi, tirò il fiato come un apnea, totalmente sbalordita e rossa in viso ed io iniziai a colpirla dall'alto, prima piano e profondo e poi sempre più veloce. La mia resistenza mi aiutava. Lei allargò le braccia emise un grido e poi un altro ed un altro ancora.....toccavo fino in fondo, forse sfioravo la cervice dell'utero e questo la stava facendo impazzire di piacere....era una cosa nuova anche per me. Le sue mani strinsero le lenzuola, poi le tirò a sè in piccoli movimenti convulsi, non ero mai riuscito a farla godere così, era bellissimo vederla persa....il letto era completamente sfatto aveva tirato tutto via ed io continuavo a spingerle dentro la mia migliore erezione, quando iniziò a girare la testa da destra a sinistra velocemente gridando sempre di più e venne...............nel modo più forte conoscibile....le gambe ...
... tremavano con impulsi continui ed incontrollati e lei mi supplicò di uscire: "Basta basta non ce la faccio più! Tesoro" disse. Io mi stesi vicino a lei totalmente sudato ed i nostri corpi si appiccicarono, eravamo l'espressione massima del sesso quella mattina, io iniziai a giocare con i suoi seni bianchi che mi piacevano troppo e mi inebriavo dei suoi capelli biondi. Lei mi disse: "E tu? mi dispiace se non godi!......." "Non ti preoccupare ci penso io" risposi. (non sapeva quale sarebbe stato l'epilogo e forse neanche io che lo desideravo) Le sue gambe avevano smesso di tremare o quasi la girai con suo sommo stupore era di nuovo a quattro zampe. Il materasso presentava una macchia di sudore enorme, eravamo nel mezzo di un lago salato. Ero fradicio di sudore anche sul pene e lei mi presentava tutto estremamente bagnato. "Tenta!" mi dissi, e provai a fare ciò che avevo provato già altre volte e neanche con troppo successo. Puntai il mio glande sul suo ano, lei sospiro, "fai piano!" disse; sapevo che era quasi vergine, avevamo tentato ma mai eravamo riusciti a portare a termine un rapporto anale. Entrai piano, piano, piano, arretrando a volte e riproponendomi subito dopo, alla fine entrai tutto e lei butto fuori tutto il fiato trattenuto. Iniziai un movimento lento e rispettoso del dolore che poteva provare, ma avevamo fluidi ovunque non c'era modo di essere asciutti. Dopo poco le sue cosce si rilassarono, e io inziai un vero e proprio amplesso, ...