1. La più classica festa di Halloween 3


    Data: 14/11/2020, Categorie: Etero Autore: Perseus

    ... pensiero fu che, in qualche modo, l’avessero drogata. Potrebbe essere stato chiunque, mettendole una pastiglia nel bicchiere. Ne aveva sentito parlare, si era anche informata a riguardo. Ma se fosse stato così… come si sarebbe dovuta comportare? Proprio in quel momento il mannaro le posò una mano sul fianco e l’osservò con quegli occhi misteriosi, circondati dalla maschera. Quel contatto le trasmise un brivido violento in tutto il corpo e si sentì mancare il fiato. Aveva voglia. Era preda di una voglia incontenibile. Quasi senza rendersene conto si passò una mano sul corpo con fare tutt’altro che innocente. “Perché… perché non ti togli quella maschera?” Si rese conto che faceva fatica a parlare. Forse il caldo… forse l’alcol… forse il desiderio. Non era più in grado di capirlo. Il ragazzo davanti a lei non se lo fece ripetere due volte. Finalmente! Aveva un visto dai lineamenti marcati e decisi, mascella quadrata, capelli neri e corti. Dello stesso colore anche gli occhi e lo sopracciglia. Non era il suo tipo, in altre circostanze non lo avrebbe preso nemmeno in considerazione… ma aveva due spalle così larghe… due mani così grande… chissà come sarebbe stato tra le gambe. Chissà come sarebbe stato abbandonarsi a lui. Gli posò una mano sul petto e lo accarezzò provocante. “Sono… sono sbronza”, disse. Perché l’aveva detto? Sorrise. Era la scusante. Il giorno dopo, qualunque cosa sarebbe successa, si sarebbe giustificata con l’alcol. “Lo vedo.” Il ragazzo si era fatto ancora più ...
    ... vicino. Davvero vicino. Aveva una bella bocca, doveva riconoscerlo. Possibile che da solo non capisse? Maschi… continuò ad accarezzagli il petto e, in maniera tutt’altro che innocente, allargò le gambe. Cosa stava facendo? Non era lei quella… ma non riusciva a fermarsi. “Allora… allora… perché non mi baci?” Il mannaro esitò un attimo ancora prima di allungarsi su di lei e baciarla. Non ci fu nulla di casto in quel bacio. Le loro bocche si aprirono subito e le loro lingue iniziarono a cercarsi senza esitazione. Si aggrappò a lui con entrambe le mani, accarezzandogli la schiena larga e forte, scivolando sui quelle fasce muscolari con desiderio e brama. Neanche il ragazzo era stato fermo e aveva iniziato ad accarezzarla ovunque. Finalmente! Si sentiva un lago. Aveva paura delle condizioni in cui avrebbe trovato le mutande. Piegò indietro la testa, mostrando il collo. Il ragazzo la morse, strappandole un gemito di desiderio. Quando una mano si strinse su un suo seno con forza e decisione, fu quasi sul punto di provare un orgasmo. Era sconvolta. Ogni cellula del suo corpo urlava. Il capezzolo preso in causa pulsava da farle male. Aprì la bocca per cercare aria che non riusciva a trovare. Ed eccolo, ancora una volta, il misterioso uomo dell’ingresso. Era lì, vicino a una colonna, a pochissimi passi da lei. E la stava guardando con quei suoi occhi scuri e profondi come un abisso infinito. Questa volta ne era certa, nessun gioco di luci e ombre, nessuna illusione. Quell’uomo c’era, ...