1. Stessa ora, stesso parco


    Data: 16/11/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: light78

    ... basso le illumina la fronte.
    
    Lo sguardo si fa sempre più intenso, di intesa, mentre anche il mio pene percepisce le vibrazioni di positive, e comincia a scalpitare. Stefania se ne accorge, si toglie la canottierina e ho la conferma alle mie sensazioni: i seni sono sì piccoli, ma sodi, belli, i capezzoli pronti per essere accarezzati dalle mie mani.
    
    Per la seconda volta appoggia la sua mano sul mio corpo: ma questa volta la allunga sulle mie gambe, e sale, sale..
    
    La fanciulla non si ferma più, si china: sfodera il mio membro, lo sega a due mani con destrezza.
    
    Si avvicina con la bocca, osserva la cappella pulsante, vi allunga la lingua: lo lecca tutt'attorno.
    
    Continua a roteare la lingua, scorrendo ora tutta la mia vena pulsante: è grossa, grossissima.
    
    Lei risale e lo prende ora tutto in bocca, scorrendo più e più volte.
    
    Lo mordicchia, la troia, guardandomi divertita: sono alla sua mercè.
    
    Mi attacco alla panchina con entrambe le mani, tanto è il piacere: il mio sguardo rivolto al cielo.
    
    Ho la forza di reagire, le afferro il capo.
    
    La prendo per mano e la porto dietro la panchina, coperti dalla chioma di un grosso faggio.
    
    Le sfilo i pantaloncini, rimane davanti a ...
    ... me con dei brasiliani sbarazzini color fucsia.
    
    Mi eccita la ragazzina! Le sposto il brasiliano abbassandoli un pò, e le infilo le dita, dapprima soffermandomi sul clitoride, con pizzichii ripetuti, per poi infilarle tre dita dentro aumentando man mano la frequenza.
    
    E' sempre più bagnata, le contrazioni sempre più continue, i sospiri sempre più affannosi, mentre continua a segarmi lentamente strattonandomelo ogni tanto.
    
    Decido che è ora, entro dentro come un treno, alzandola con la schiena contro il tronco dell'albero.
    
    La tengo alzata con le mie energiche spinte. Lei si cinge a me con le unghie, sempre più forte, sempre più dolorosamente.
    
    Non ci sono baci: solo sesso, sesso selvaggio.
    
    Il silenzio tutt'attorno, solo il rumore dei nostri membri e il cinguettio degli uccelli attorno a noi.
    
    Il silenzio viene rotto da un urlo, un urlo di piacere.
    
    Le sue unghie come arpioni segnano per sempre il mio corpo.
    
    La mia calda linfa scorre nel suo corpo indelebilmente.
    
    Sfiniti ci stacchiamo, felici per questo allenamento non previsto. Ci ricomponiamo.
    
    Ci salutiamo, le vite noiose e monotone ci aspettano. Già si è fatto tardi.
    
    A domani Stefania, stessa ora, stesso Parco.. 
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