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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... Vasco Rossi», suppose Mauro. «L’astronoma Margherita Hack», ripose Riccardo. «Sostiene sia la donna alla quale bisognerebbe erigere monumenti, com’è successo per Garibaldi. Nella vita di gruppo, con i suoi fratelli, benché Patrizia fosse più anziana di quasi due anni e mezzo, il capo branco è stato sempre lei, perciò stai attento a non farti assoggettare troppo.» Mauro annuì, ripose la boccetta del diluente e guardò Riccardo con un’espressione interessata. «Le bambole non piacevano a Silvia?» «Non le ha mai sopportate. Una volta sua madre gliene mise una sul lettino ma lei la scaraventò fuori di camera. Non sono mai riuscito a capire perché le detestasse.» Mauro sorrise, come se di quell’avversione ne sapesse qualcosa e gli riconsegnò i colori. «Puoi tenere l’astuccio», gli propose Riccardo. «Ne farai un uso migliore. Mettilo in macchina, prima che saliamo, così non te lo scordi.» «Grazie ma non so come ricambiare», rispose Mauro. «Lo hai già fatto», disse Riccardo mostrandogli il quadretto. «Vorrei però chiederti un favore: non hai acceso una sola sigaretta da quando sei arrivato perciò suppongo che tu non abbia quel vizio.» «No non fumo.» «Allora cerca di convincere Silvia a smettere. Per ora riesce a regolarsi. Un pacchetto lo fa bastare tre o quattro giorni ma è la strada per fumarne di più. Rammentale che la cosa più importante è la salute e che la vita può trasformarsi in un inferno, se si perde, e rovinare perfino i sentimenti.» Udirono ancora la voce di Silvia. ...
... «Mauro, babbo, le pizze si stanno raffreddando.» «Veniamo noiosa. Sentito? Non sono più il suo primo uomo. Mauro, credo tu abbia imboccato la via per diventare mio genero, una strada dalla quale Silvia cancellerà ogni bivio», affermò Riccardo mentre faceva scorrere in basso la serranda della rimessa. “E qui, bisogna che mi decida a mettere l’automatico” «Offrirgli una coppa di gelato se vi capitasse di litigare.» «Perché l’avete soprannominata Calimero?» domandò Mauro accostando il prezioso cofanetto al petto. «Silvia nacque con gli occhi e i capelli così scuri che ci venne spontaneo soprannominarla come il pulcino della scenetta televisiva che pubblicizzava un detersivo. Lo hai in mente?» CAPITOLO NONO A Montelignano Sulla strada per Montelignano, istigato dalla postura di Silvia che la obbligava a guidare la sua utilitaria con le cosce alquanto scoperte, Mauro non riuscì a vincere la tentazione di sbirciare. La vista di quelle gambe lunghe e tornite, alla quale la semioscurità dell’abitacolo conferiva il fascino di una magica sensualità, gli suscitava un tale rapimento dei sensi da privarlo persino del desiderio conversare. Compiaciuta per quel malizioso gioco che alimentava di rivincita la sua vanità femminile, Silvia nulla fece per impedire che la gonna salisse ancor più di quel che la posizione sul sedile imponesse. Le furono complici i fari dei veicoli che procedevano in senso inverso e che illuminavano, a sprazzi, i suoi seni tesi contro la camicetta, dondolanti a ogni ...