1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... asperità della carreggiata. Soltanto all’imbocco del viale che saliva a Montelignano alta, Mauro riuscì a liberarsi dall’attonito incanto e le confidò quanta fatica facesse a prendere sonno. «Silvia, ti stai riversando dentro di me con una tale irruenza che la mia mente non riesce a dare spazio alla memoria per accoglierti. Ho sempre la sensazione di non rammentarmi qualcosa di te. Anche tu avverti quel che provo?» «Affatto», rispose lei cercandogli la mano. Avverto invece un altro impulso: ti strangolo se continui a sbirciare le gambe di Linda.» Raggiante, Mauro immaginò che quella frase celasse l’intesa che dovesse osare. Le posò la mano su un ginocchio e la mosse verso l’alto ma gli giunse il perentorio richiamo di Silvia. «Mauro, stai buono o finiamo fuori strada.» Rise tra se quando lo vide ritrarsi con un sospiro ansioso. Più avanti rallentò per indicargli l’imbocco di una stradina laterale. «Là c’è la nostra casa, quella in cui abitavano i miei nonni materni. Ti porterò a vederla un giorno. Ah, eccoci arrivati.» Arroccata su una collina, ammantata di uliveti e punteggiata da casolari colonici ristrutturati, la storica Montelignano dominava il piano sul quale, a cominciare dagli anni sessanta del secolo scorso, molti lignanesi avevano costruito casa. Si era andata così formando una moderna zona residenziale con tanto di chiesa dall’architettura moderna, impianti industriali e sportivi ma la sede del municipio era rimasta nel centro storico, in un palazzo settecentesco ...
    ... nobiliare. Nei cuori di quella gente sopravviveva tuttavia una tale omogeneità culturale che il loro antico borgo era mantenuto lindo e protetto per volontà di ambedue le frazioni. Tra le comunità era però inevitabile che nascesse una rivalità di campanile alla quale era dato sfogo disputando una gara di calcio. Così la “partitissima” si era aggiunta alle iniziative di folclore che animavano la Festa delle Api, soprannominata Maggiolona, ricorrenza propiziante l’armonia tra il mondo vegetale e animale. La sagra, attribuita in origine al culto del sole, poi cristianizzata con la cerimonia della benedizione di un alveare, aveva come simbolo il prodotto più nobile della natura, immagine assoluta di laboriosità: il miele. Alle ragazze da marito ne era offerto un vasetto assieme a un ramoscello fiorito di ginestra in segno augurante di fertilità. Fin dal mattino il borgo antico si riempiva di bancarelle sulle quali erano esposti prodotti alimentari locali, dal miele come ospite regale, ai dolci caserecci fino al ragù d’anatra. Nel pomeriggio, preceduti da mazziere e banda, sfilavano tamburini e sbandieratori che anticipavano la massa dei figuranti abbigliati da messeri, dame e paggetti. Seguivano gli arcieri che si sarebbero misurati in una tenzone di tiro con l’arco sul Terrazzone. Ognuno faceva il costume a proprie spese. Poiché la vanità prevaleva anche nei cuori lignanesi, si notavano abiti alcuni dei quali non erano rigorosamente fedeli all’abbigliamento del quattrocento, ma ...
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