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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... una trentina di quadri ma non li ho.» «Non riuscirai a fare mostre se continui a vendere dipinti. Sapete?» aggiunse il sindaco rivolgendosi agli altri ospiti, «non fa a tempo a esporre un quadro in bottega che trova il compratore. Fortuna volle che la cascata sul rio Maestro riuscissi ad averla perché quel quadro non voleva venderlo. Dovetti raccomandarmi a suo padre perché lo convincesse.» Come aveva detto il Roby, se Mauro esponeva un dipinto in bottega, non passavano un paio di giorni che non lo avesse venduto e non di rado capitava che il compratore ordinasse qualche lavoro di restauro. Per lui e suo padre, che campavano di quel mestiere e dovevano cavarci anche lo stipendio per un dipendente, quell’aiuto cosa da poco non era. «Ho letto il vostro comunicato sul giornale», disse il sindaco chiedendo agli ospiti il consenso di accendersi una sigaretta. «Allora possiamo risparmiarci i preamboli e chiederle se lei sia favorevole alla costruzione della diga in Valcorniola», proferì Livio. «Non lo sono», fu l’immediata risposta del sindaco. Avvezzi a repliche cortesi ma temporeggianti, Livio e Fabrizio si fissarono stupiti. «La nostra vallata ha subito un sacrificio ambientale fin troppo pesante con la costruzione del bacino di Montescuro.» Il Roby fece una pausa per espellere il fumo, corrugò la fronte e proseguì: «Ci troviamo davanti ad una bella gatta da pelare perché suppongo che la realizzazione di una tale opera rientri nella categoria d’interventi che rivestono ...
... importanza nazionale e può essere fatta in deroga ai piani urbanistici locali. Interpellerò il segretario comunale per saperne di più.» «Parole sagge e prudenti le sue», convenne Ridolfi «ma l’esperienza ci porta a formulare una considerazione: se non ci fosse intesa tra enti locali e Stato, nascerebbe una diatriba che potrebbe far ritardare la fase esecutiva di costruzione dell’opera perché lo Stato cerca sempre un dialogo con gli enti locali, prima di imporsi. È perciò importantissimo che il consiglio comunale approvi una risoluzione, un atto d’indirizzo, una mozione, chiamatela come vi pare, che si opponga alla costruzione della diga.» «Darebbe vigore alle nostre iniziative», motivò Livio. «Non posso farlo», rispose il sindaco schiacciando quel che rimaneva della sigaretta nel portacenere. «Non ho gli elementi necessari per redigere una mozione contraria alla costruzione della diga e dovrei fare i conti col coordinamento politico dei partiti che mi hanno fatto eleggere, anche se li avessi. Lì c’è gente che non la pensa come noi. Potrebbero chiedere ad alcuni consiglieri di non presentarsi all’assemblea per fare mancare il numero legale, o indurli a votare contro per bocciare la mia mozione. Viceversa potrebbero fare approvare un’altra risoluzione, magari anche con l’appoggio della minoranza, per sostenere che l’investimento per la costruzione dell’invaso recherebbe molti vantaggi economici alla vallata. Potrebbero addirittura chiedere finanziamenti per opere pubbliche compensative ...