1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... fuori del bar.» «Qual è?» gli chiese lei avvertendo un fremito di sfida. «Quella col golfino rosa e i pantaloni neri. Torniamo indietro. Credo non ci abbia ancora visto.» «Nient’affatto!» «Silvia, mi sentirei di farle una cattiveria. La mortificheremmo davanti alle sue amiche.» «Io sono del parere che è bene capisca subito come stiano le cose.» Un attimo prima che li vedesse, Rossana era intenta ad ascoltare la conversazione tra le sue amiche sorseggiando acqua tonica. Fissò la ragazza dai capelli lunghi, bruni e fluenti che teneva il suo Mauro sottobraccio, sovrastandolo in altezza. Di un’eleganza classica, che colpiva l’occhio, la vide avanzare con un incedere altero. Posò il bicchiere sul tavolo con una lentezza che tradiva sbigottimento. Seguitò a fissarla senza battere ciglio, col respiro sospeso, le labbra semiaperte per la sorpresa. Sul volto impallidito, reso ancora più livido dalla luce artificiale, smarrimento e amarezza. Notando che Rossana fissava la strada con un’espressione sconcertata, le sue amiche si voltarono e ammutolirono. Silvia avanzò sfrontata e impettita, guardando ciò che le stava attorno con indifferenza ostentata, ma quando il suo sguardo incrociava quello di Rossana, la fissava dritta negli occhi, come per lanciarle il guanto di sfida. Vederla con l’inutile fedina all’anulare sinistro, leggerle stupore e sgomento in faccia, le procurava sensazioni di perfida soddisfazione. Mauro lo avrebbe baciato davanti a lei se avesse ubbidito all’impulso di ...
    ... compiacersi. Rossana poggiò una mano sul petto. Avvertì la sensazione che si fosse lacerato qualcosa dentro di lei, poi si allontanò frettolosa, seguita dalle compagne. «C’era bisogno di umiliarla?» «Quanti scrupoli! Senti ancora qualcosa per lei, eh?» reagì Silvia lanciando a Mauro un’occhiata diffidente. «È dai tempi delle elementari che ci conosciamo, se non altro ho l’obbligo di portarle rispetto.» Immusonita, lei non rispose. «Silvia non avrei voluto comportarmi cinicamente, lo capisci?» «No!» «Dio Santo come sapete essere crudeli voi donne, per soddisfare il vostro amor proprio.» Silvia seguitò a rimanere silenziosa, arroccata nel proprio orgoglio. CAPITOLO DODICESIMO Sul dondolo Mauro ritenne non fosse il caso di rincasare, entrambi con i musi lunghi, cosicché si fermarono in veranda e sederono sul dondolo. Posata la borsetta su una seggiola e adoperato lo schienale come omino morto per la giacca, Silvia si era messa a meditare con l’espressione di chi si doleva per qualcosa della quale non si sentiva orgogliosa. «I meteorologi sostengono che questo caldo sia anomalo. Suppongono dipenda dai gas serra che immettiamo nell’atmosf… Silvia non vorrai rimanere immusonita tutta la sera.» Mauro le sostenne il mento per obbligarla a guardarlo. «Calimero?» «Sei buono, Mauro. Pensi come dipingi. Invece io ho fatto la passerella per marcare il territorio come fanno gli animali con la pipì. Ho voluto umiliare i sentimenti di Rossana per orgoglio e vanità. Dio che insolente sono stata! ...
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