1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... Ho ancora negli occhi la sua espressione avvilita quando mi ha fissato prima di correre via. In fin dei conti ti ho sottratto a lei. Cribbio da quando ti ho conosciuto non faccio altro che far soffrire gente.» «Silvia, smettila di commiserarti. Non avvertiresti rimorso se fossi malvagia d’animo.» «Vi sareste rappacificati se non mi avessi conosciuto, ne sono certa.» «Questo che cosa c’entra? Sei arrivata tu e hai cambiato le cose.» «Ecco, vedi? Mi stai giudicando ladra di sentimenti.» «Quale ladra? Per Stefano provavi soltanto affetto e anche se mi fossi riappacificato con Rossana, sono certo che la nostra relazione non sarebbe durata. Ci saremmo lasciati comunque.» «Non ne sono convinta. Mauro ho paura.» «Di che cosa?» «Rossana è molto carina, più che nella foto. La fedina che porta al dito è quella del vostro fidanzamento. È stata tua sorella a informarmi che non se l’era tolta e questo significa che si considera ancora la tua ragazza perciò tornerà a cercarti.» «Dopo stasera non lo farà.» «Mauro, ti sbagli. Stasera le ho dato una ragione in più per farlo perché l’ho ferita nell’orgoglio ed io non posso competere con lei perché può vederti quando vuole. Mauro promettimi che non mi lascerai.» «Non c’è bisogno che ti faccia promesse.» Mauro le poggiò una mano sulla gonna. Premette le dita sulla coscia come la volesse rassicurare con quel contatto. «Sarà così e basta.» «Me lo devi promettere invece.» «Non lo prometto, te lo giuro sui miei genitori ma ora ho bisogno di un tuo ...
    ... sorriso.» «Non mi viene.» «Abbracciami allora.» «Mamma mia non avrei mai pensato che i sentimenti facessero divenire tanto egoisti», disse Silvia con un tono commiserante. Lo vide sorridere, indulgente. Avvertì la sua mano insinuarsi sotto la gonna, poi fermarsi come volesse attendere l’intesa di seguitare. «Mauro», mormorò «potrebbe venire qualcuno dei tuoi.» «Vado ad avvertirli che siamo sul dondolo, così non usciranno.» «Ormai sei esperto, eh? Chissà quante volte lo avrai fatto con Rossana», reagì Silvia con un improvviso ritorno polemico. «Smettila o mi farai arrabbiare. Non ero un frate di clausura prima di conoscerti.» Mauro fece per ritrarre la mano ma lei glielo impedì. «Scusami non ho intenzione di diventare un’altra Rossana.» Silvia indugiò a sfiorargli i capelli. «Ora vai Mauro.» Lo vide fare il gesto di sollevarsi, poi rinunciare. «Beh, perché non ti muovi?» gli chiese. «Devo aspettare che il mio amico si calmi. Non posso andarci col rigonfiamento davanti.» «È un segno che non sei adirato?» «E di tante altre cose. Ecco brava ma togli quell’accenno di broncio al sorriso.» Mauro si scostò da lei chiedendole di non toccarlo. «Devo cercare di immedesimarmi a sbrigare faccende tediose. «Proverò a immaginare di vangare l’orto.» «Sono tutti così buffi gli uomini?» «Se sono normali.» «Ci stai riuscendo?» «Macché!» «Posso provare ad aiutarti?» «Per carità, stattene buona e zitta. Basta la tua voce per farlo agitare.» «Volevo suggerirti di pensare d’aver fatto cadere a terra ...
«12...138139140...268»