-
Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... orecchio. «Ho provato un tuffo al cuore nel vedere quanto le tue tette premessero nella maglietta che indossavi.» «Scemo, ricadi sempre sulle anatomie sessuali.» «La mia mente era troppo stravolta dalla tua avvenenza per immaginare che carattere avessi e stasera ho pure scoperto la tua sensibilità sessuale e che hai le tette molto più belle di come le avessi immaginate ma ora le rimetto a nanna», disse Mauro facendo rientrare le mammelle sotto le coppe del reggiseno. Rimasero a osservarsi, gli occhi colmi di gioia. Rammentarono l’episodio della seggiola sfasciata e del grumo di liquirizia, ridendosi sui denti. «Ti sudano i palmi perché sei emotivo?» gli domandò Silvia, indugiando ad arricciargli i peli delle sopracciglia. «Ho sofferto d’ansia fin da bambino ma col passare degli anni sono riuscito ad addomesticarla. Da malessere psichico l’ho trasformata in risorsa creativa. Insomma cerco di gestirla a mio vantaggio, però mi sudano i palmi delle mani se provo forti emozioni.» «Ora ce li hai asciutti.» «Mi fai sentire in paradiso.» «Quando hai cominciato ad avvertire qualcosa per me?» «Quando…» «Aspetta non dirlo. Voglio indovinarlo col gioco del fuoco e l’acqua: è stato al bar del distributore?» «Acqua.» «Invece sono convinta che mi aspettassi col batticuore, anche se non volevi darlo a vedere.» «Azzeccato ma non è stato lì che ho avvertito una vampata di sentimento per te.» «Ci sono: quando ti ho preso la mano mentre risalivamo la Valcorniola?» «Acqua.» «Mauro, giochi a ...
... farmi girare a vuoto. Lo sentivo che avevi il palmo sudato ed eri teso.» «Anche tu eri irrequieta e quando ho ammesso di essere fidanzato, sei impallidita.» «Mi ero già innamorata di te, cribbio! Ora aiutami a indovinare.» «Devi ripensare a ciò che hai fatto dopo essermi apparsa sulla porta della sede.» «Ti ho salutato e invitato a entrare. Poi mi sono voltata e ti ho preceduto nel corrrid… quando mi hai visto sedere?» «Lo hai da sballo.» «Sporcaccione, mi hai rotto l’atmosfera romantica. Ora non te la leva nessuno una sberla.» «Sstt!» bisbigliò Mauro bloccandole il polso. «I miei vicini hanno dotato d’orecchie anche i muri.» «Una pacca te la becchi lo stesso. Lasciami!» «Accidenti come sei forte. Non è vero che lo hai da sballo, sembra piuttosto un paiolo.» «Ah sì? Ora ti becchi due sberle.» «Insomma, come devo dire? Mi arrendo.» «Alzati sbircino di gambe femminili.» Mauro ci godeva a far finta di temerla. «Prometti di non picchiarmi?» «Credo che ci siamo intesi al primo sguardo», disse Silvia sentendosi traboccare di tenerezza. «Vogliamo provare a far durare l’intesa tutta la vita?» «Togli il provare. Ora abbracciami forte.» Quando Mauro, finalmente, si sollevò, ebbe la sensazione di avere le vertigini. «Oddio mi gira il capo. Sono rimasto troppo tempo sdraiato.» Lei lo interruppe cercandogli la bocca mentre gli faceva scorrere in basso la cerniera dei pantaloni. La penombra le ammorbidì l’atto materiale di avvolgergli il membro con la mano. «Silvia non è necessario che stasera ...