1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... temesse persino di lasciare le impronte delle nocche sulla porta. «Vieni, Rossana.» «Ciao Mauro.» Era riuscita a salutarlo con disinvoltura. Lo vide posare il pennello sul pianale del cavalletto e sorriderle senza eccedere. «Come stai Rossana?» «Così. Tu Mauro? «Così.» Lui evitando che lei gli cercasse la bocca, deviò il bacio sulla guancia con un movimento del viso, poi s’impose di resistere all’impulso di abbracciarla, nondimeno si sentì pervadere da un’ondata di nostalgia struggente. Capì quanto lei soffrisse dalle occhiaie che le segnavano il volto. Lei gli cercò la mano, sperò di sentirla asciutta ma avvertì il sudore dell’ansia. «Ho la mano sporca di colore», si scusò Mauro ritraendo le dita. Finse di pulirsi con un canovaccio, liberò una sedia da un volume dedicato alla pittura di Renoir e si accertò che non ci fossero tracce di colore fresco. «Non sarebbe una novità se ti macchiassi.» Rossana sedette composta, come fosse ospite per la prima volta, le ginocchia accostate, la borsetta in grembo e le mani che ne cincischiavano nervosamente il manico. Mauro si sforzò di guardarla in faccia. Vi lesse una tristezza troppo profonda persino per le lacrime. Provò ad allentare la tensione chiedendole se volesse bere qualcosa. «Mi ha preso sete. Mi fai compagnia?» «Se ti fa piacere...» «Certo. Torno subito.» Mauro trovò Manuela nell’ingresso, intenta a spolverare il mobiletto del telefono. «Mi sbaglio o lo stavi lustrando anche mezz’ora fa?» le chiese sottovoce. «Quale mezz’ora ...
    ... fa? Rossana ti ha già mandato nel pallone?» «Manu, abbassa la voce.» «Sai che cos’è questo?» disse la sorella piazzandogli un foglietto davanti agli occhi. «È il numero del cellulare di Silvia.» «Manu, per favore, non complicare le cose e lascia fare a me. C’è del succo di frutta?» «Le vuoi offrire pure da bere?» «Voglio essere soltanto gentile.» «Noi due andiamo a leticare di brutto, ti avverto.» Mauro dovette usare le mani come ventaglio per attenuare il bruciore che avvertiva sulle gote. Guardò sua sorella con un’espressione di biasimo e scosse il capo. Crudeli decisioni. Rossana si guardò attorno. Sul cavalletto c’era una tela sulla quale Mauro aveva abbozzato la figura di una bimba seduta su un panchetto, che stringeva una specie di robot umanoide nella manina destra. In cima a un montante del cavalletto notò, trattenuta da un pezzetto di adesivo trasparente, la foto della bimba alla quale Mauro s’ispirava. Sul mobiletto la sua immagine era sostituita da tre fotografie, inserite provvisoriamente: raffiguravano la ragazza con la quale lo aveva visto passeggiare. In una di esse, Mauro era accanto ad una vasca colma d’acqua e le cingeva spalle. Sullo sfondo s’intravedeva un laghetto e una casupola. In un’altra la ragazza era ripresa a mezzo busto e si accarezzava una lunga ciocca di capelli; notò i suoi occhi incredibilmente neri che catturavano l’espressione del sorriso. Nella terza indossava un succinto bikini e si reggeva all’albero di una barca a vela, sporgendosi verso ...
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