1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... quel ragazzo di Ponte al Pino. “Morto un papa se ne fa un altro” Così le avevano consigliato le amiche. Lei aveva provato a seppellire l’amarezza ma col risultato di respingere Valerio, quasi in malo modo, quando si era avvicinato per baciarla. Era scesa dalla sua auto senza nemmeno capire quel che lui le biasimasse. Fuori c’era un bel chiaro di luna, una striscia d’argento fredda e silenziosa che illuminava la viuzza nella quale si erano addentrati. A Mauro piaceva osservare la luna piena, con la guancia accostata alla sua. La tensione nervosa per il senso di colpa che aveva provato, si era tramuto in nausea e aveva vomitato anche l’anima. Fortuna che Valerio si era poi dimostrato gentiluomo e l’aveva accompagnata fin sull’uscio di casa, cercando pure di capirla. Certa che Mauro fosse ancora innamorato di lei, non si era preoccupata quando aveva rifiutato d’incontrarla. Era passata davanti bottega molte volte e aveva sempre notato la sua auto posteggiata nei dintorni, con lo stemma della Sanfabianese e della Fiorentina, attaccati sul lato sinistro del lunotto, e la piccola ammaccatura sul portellone posteriore. Quelle cose sempre uguali e il modo che aveva lui di posteggiare, con le ruote leggermente sotto sterzo e lo specchietto, che dava dalla parte della strada, ripiegato verso la portiera, le avevano trasmesso un senso d’invariabilità delle cose. Anche le informazioni delle amiche confermavano che nessun pericolo era in agguato, perciò bastava attendesse che il tempo ...
    ... stemperasse l’accaduto per chiedergli di rimettersi assieme. Ora averlo visto sottobraccio a “quella” stravolgeva tutto e avvertiva la coscienza biasimarla. “Come hai potuto essere così stupida da lasciarlo per una mascherata, e tanto orgogliosa da rimanergli adirata per tutto questo tempo? D’accordo che per fare quei costumi ci avevi lavorato da perderci gli occhi ma… scema che non sei altro. Hai sempre sbagliato tutto con lui, sempre a fargli le ripicche, a tenergli il broncio, a cercare piccole rivincite per delle cretinate. Stavolta se riesco a rifarci pace, giuro che… di dove sarà sbucata quella spilungona?” Manuela entrò nello studio di Mauro. Lo vide intento a risolvere i toni di un chiaroscuro. «Chi ha suonato Manu?» chiese lui alla sorella. «Rossana.» «Miseriaccia, che devo fare?» «Vado a dirle che hai ospiti e non puoi riceverla.» «Così non me la sento.» «Sei sicuro che farla entrare sia una buona idea?» «Manu non lo so. La mamma mi ha suggerito che sarebbe bene mi chiarissi con lei.» «Mauro non farlo. Conosco Rossana. Farà l’agnellino per un po’ ma tra un mese sareste punto e a capo se vi rimetteste assieme.» «Aprile, Manuela.» La sorella sbuffò e lo avvisò stizzita: «Mauro, se ti azzardi a rimetterti con quella, io… » «Falla entrare!» Presso la porta dello studio il cuore di Rossana prese a galoppare.“Non devo subito pretendere di affrontare i nostri problemi, ma cosa potrei dirgli? Sì, gli parlerò della diga che intendono fare sul Rio Pansecco.” Bussò adagio, come ...
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