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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... riattaccato senza aggiungere altro e pronunciato quell’ultima frase con la fretta di chi voleva far “trapelare”, lasciando all’interlocutore il sottile dubbio d’interrogarsi. «Rossana, scusami.» «Niente», rispose lei rigirando nervosamente il bicchiere tra le dita. Fece un cenno in direzione del mobiletto. «Linda è la ragazza della foto? Quella che ti accompagnava ieri sera?» Mauro, la cui mente non aveva ancora perso contatto con le ultime parole di Linda, mal si collegò a quel che Rossana gli aveva chiesto. «Cos… ah, no, è sua amica. Mi ha domandato se avessi quadri di nature morte.» «Allora, quella sulla cornice chi è?» Mauro esitò. «Rispondimi, per favore», insisté Rossana. «La mia ragazza.» Rossana afflosciò le spalle ma i suoi occhi rimasero asciutti. Posò il bicchiere e si mise di fronte a lui. «Mauro, ascoltami.» «Rossana perché sei venuta?» «Perché sono io la tua ragazza.» Attese invano che Mauro rispondesse. Poi aggiunse accarezzandolo: «Mauro, ho provato a non pensarti ma non ci riesco.» Lui avvertì l’impulso di stringerla ma s’impose di lasciare le braccia abbandonate lungo i fianchi. Malgrado percepisse l’angoscia serrarle la gola, Rossana cercò di ragionare con calma. «Mauro, ascolta: da quanto tempo la conosci?» «Due settimane.» «Allora non puoi esserti affezionato molto a lei. Proviamo un’altra volta. Ti prego.» «Lo abbiamo fatto, ripromettendoci ogni volta di non litigare più ma non è servito.» «Stavolta starò con te anche in bottega se avrai da lavorare. ...
... Te lo prometto con tutta me stessa.» Rammenta i nostri propositi, ti prego: tre bimbi, una giostrina per i loro trastulli su un giardinetto, e i tulipani in fila come soldatini sulle aiuole.» Lo vide scuotere il capo. «Mauro, ti voglio troppo bene.» «Anch’io te ne voglio Rossana. Sei stata la donna più importante della mia vita.» «Anche tu: unico e lo sai.» Mauro annuì senza avere il coraggio di guardarla negli occhi. «Con te sono sempre teso, non riesco a rimanere sereno per più di una settimana. Sei sempre immusonita per qualcosa. Mi rilasso soltanto se facciamo l’amore. In quei momenti diventi dolcissima ma non possiamo farlo in continuazione.» «Mauro guardami», lo supplicò Rossana accostando il corpo al suo «non li sviare gli occhi.» Lui riuscì ad accontentarla solo per qualche istante. Poi lasciò che il suo sguardo indugiasse su un minuscolo ragno che risaliva una gamba del cavalletto. «Come si chiama quella ragazza?» gli domandò Rossana. Mauro esitò a rispondere. Sembrava che un tarlo gli rodesse il cuore, tanto era il senso di colpa che avvertiva. «Come si chiama?» ripeté Rossana. «Silvia… » «È un bel nome ma non bello quanto il mio, vero Mauro? Lo hai sempre detto che per te non esisteva un nome più bello del mio.» «Rossana, che cosa c’entra questo?» «Tutto c’entra. Persino la banalità di un piccolo complimento è importante per seguitare ad amarsi.» «Rossana, ti prego, non rendere tutto più difficile», rispose Mauro sfiorandole una guancia con i polpastrelli. La vide ...