1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... sollevare il braccio, afferrargli la mano per indurlo ad appoggiarle sul viso anche il palmo. «Mauro», gli disse, tentando di incrociarne gli occhi «credi sia facile accettare la fine di un sentimento iniziato tra i banchi delle elementari?» Gli strinse il polso perché seguitasse a tenere la mano appoggiata al suo viso. Stavolta andrà bene. Te lo giuro sui miei genitori, Mauro. Non litigheremo più.» «Con lei m’intendo meglio che con te», rispose lui tentando di trarre animo da un sospiro. «Ha un carattere diverso. Ci comprendiamo, c’è empatia tra noi.» «Non ti credo», reagì Rossana, lo sguardo rianimato dall’orgoglio. «La tua è soltanto un’infatuazione perché è una bella ragazza, ma in due settimane è impossibile capire quanto si possano comprendere due persone. E poi non è di Sanfabiano e neanche delle vicinanze, perciò non credo abbiate avuto la possibilità di incontrarvi tutti i giorni. Mauro, ti ho amato da quando eravamo alti così. Volevo sempre fare squadra con te se giocavamo a ruba bandiera e sopportavo le tirate di capelli che mi dava Tamara. Prendevo graffi da tua sorella perché era gelosa. Non puoi esserti dimenticato queste cose. Mi disinfettavi tu. Rammenti quella volta che ti feristi al polso per andare a prendermi le giuggiole nell’orto di Baldino? Quanta cura misi per fasciarti. Mi dicesti che nemmeno un’infermiera avrebbe potuto fare meglio. Mi promettesti che da grandi mi avresti sposato. Mi desti pure un bacetto.» «Rossana, lo rammento.» Lei s’impose di ...
    ... parlare lentamente come se, scandendo le parole, riuscisse meglio a controllare l’emozione. «Allora ricordati di quando, in macchina, ci coglieva un acquazzone e aprivamo i finestrini per sentire l’odore che emanava la terra bagnata. Mi ripetevi che quello era il profumo più buono del mondo. “La terra, una fragranza di polvere spenta, esala” ripetevi parafrasando una poesia. Non lasciare che tutto questo finisca. Non te lo chiedo per i nostri momenti di sesso ma per questi semplici ricordi e per quei giochi che facevamo da bambini, te lo chiedo in memoria di quel bacetto.» Lo sguardo supplice ma dignitoso, Rossana aggiunse: «Io mi sentirei morire, lei piangerebbe una sera perché ha pochi ricordi.» Mauro guardò la cintura con fibbia d’argento che le aveva regalato a Natale. Notare quanta eleganza donasse ai jeans che Rossana indossava, quegli stessi che più di una volta l’aveva aiutata a togliersi, prima di fare l’amore, lo obbligò a uno sforzo immane per opporsi alla tentazione di stringerle il viso con entrambe le mani. Avvertì un’acuta sensazione di meschinità. Respingeva un sentimento consolidato per perseguirne un altro iniziato da pochi giorni. Il ricordo di tre anni trascorsi assieme gli solcò la mente e si fece tormento. La rivide con i calzoncini cortissimi, sfilacciati agli orli, correre e saltare per afferrare la palla che le lanciava nel cortile di casa. «Con quel ragazzo di Ponte al Pino non ci ho fatto niente, anzi mi è servito per capire quanto ti amassi. Credimi ...
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