1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... Saremmo tornati per l’una e mezzo, se partissimo subito. «Fabry, non ho i capelli in ordine, dovrei rifarmi il trucco.» «Un po’ selvaggia sei ancora più bella.» «Andrà a finire che mi buscherò una brontolata con i fiocchi dai miei.» «Me ne assumerò la colpa.» Silvia rimase ancora un po’ titubante, poi acconsentì ma disse a Fabrizio di attendere un minuto perché doveva chiarire una faccenda con Linda. Chiamò l’amica in disparte e il suo sguardo si fece tagliente. «Linda, ascoltami bene», la avvisò con un tono deciso, «sei una ragazza generosa e voglio rimanerti amica ma la pazienza è un tipo d’insalata che non cresce nel mio orto, perciò non ti avviserò un’altra volta: stai lontana da Mauro e non telefonargli più.» «Io telefono a chi mi pare», reagì lei piantandosi di fronte a Silvia con il mento alto in segno di sfida. «Come ti permetti di dare ordini? E fammi vedere lo scontrino se hai comprato Mauro al supermercato.» Solo il buon senso impedì a Silvia di passare alle vie di fatto. «Ascolta Linda», le rispose indirizzandole uno sguardo gelido «non mi va di trovare frasi sciocche da contrapporre alle tue. Aggiungo: dovrai farmelo vedere tu lo scontrino di acquisto dei cerotti che dovrai metterti in testa, se ti azzarderai a entrare a gamba tesa tra me e Mauro. Ci siamo intesi? Passo e chiudo!» Un periodico evento imbarazzante Si erano piazzati sul lastrone sovrastante la cateratta del Rio Maestro. Un cameraman riprendeva Fabrizio mentre un collega lo intervistava quando si ...
    ... addensò un’ombra di preoccupazione sul volto di Silvia. Si stava scostando dall’equipe degli operatori, quando Fabrizio le fece cenno di avvicinarsi. «I giornalisti intendono farti ancora qualche domanda.» «Livio, devo andare. Telefono a Mauro che venga a prendermi.» «Benissimo, così intervisteranno anche lui.» «Non verrà fin quassù», lo avvisò lei discendendo la viottola. «Silvia che ti prende?» «Fabry, non posso attendere. Ti spiegherò. Scusatemi.» «Signorina, lo so di non essere in fico come il mio collega ma non può far mancare la sua immagine alla mia televisione», si raccomandò un giornalista. Dopo un cenno di saluto, Silvia attese che la vegetazione si frapponesse tra lei e i gruppi televisivi per attivare il cellulare. «Mauro?» «Ciao Silvia.» «Sono in Valcorniola. I giornalisti ci hanno chiesto d’accompagnarceli per intervistarci e fare riprese del luogo. Ascolta: dipingi ancora?» «Sono sul dondolo a leggere il giornale. Aspetto che mia madre mi chiami per il pranzo.» «Devi venire a prendermi. Sto discendendo verso la strada che porta al vecchio mulino. «Vengo subito. Silvia ti sento irrequieta.» Per quell’innato pudore che le donne avvertono se c’è da parlare di quel problema, lei rimase impacciata un istante. Poi gli bisbigliò: «Mi sta venendo il ciclo. Sono stata sempre regolare ma stavolta ho avuto un anticipo. Credo che l’agitazione di questi giorni mi abbia scombussolato il metabolismo. E proprio stamattina mi sono messa i pantaloni chiari, cribbio! Ti rendi conto ...
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