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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... riviverli. Ed era sicura che Mauro lo avrebbe ascoltato volentieri. Sua madre, soltanto dopo una buona mezzora di cronache, avrebbe loro servito il tè, soffermandosi giusto per rivolgere un sorriso a entrambi. Poi suo padre avrebbe sfogliato l’album con le foto di quand’era ragazzo e fatto vedere a Mauro la raccolta dei suoi trentatré giri con le canzoni rivoluzionarie: “Addio Lugano Bella” e “Contessa”, emblemi canori del proletariato in lotta. Gli avrebbe confidato che quei canti li conoscevano solo gli studenti e qualche docente di sinistra. Trovare un operaio che ne sapesse mezza strofa, sarebbe stato come cercare l’ago nel pagliaio. Gli avrebbe poi fatto vedere la collana completa delle opere di Bertrand Russell, e spiegato il motivo per il quale riteneva quel filosofo uno dei più grandi della storia contemporanea. “Russell aveva il genio d’esporre concetti complicati con espressioni comprensibili a tutti: questo contraddistingue i talenti dagli scribacchini che, per sembrare colti, attorcigliano le frasi come i canestrai avviticchiano i giunchi”. Infine si sarebbe proposto per una sfida a scacchi. Il pensiero che gli uomini della sua vita conversassero e prendessero confidenza, le fece sembrare più leggera perfino la stanchezza. Al ritorno vedere la sua famiglia riunita, a Silvia suscitò sensazioni d’armonia. Drillo le balzò in braccio per leccarle il viso. In un angolo del soggiorno, Lorenzo ascoltava musica con gli auricolari. Patrizia e Sergio erano seduti sul ...
... divano e guardavano la televisione tenendo il volume basso. Nonna Martina faceva rumore di pentole in cucina e sua madre le diceva: «Mamma, stai buona per piasè, ghe pensi mi.» I suoi due uomini si fronteggiavano sulla scacchiera. Suo padre si trovava con l’esercito decimato, mancante di tre pedoni, un alfiere, un cavallo e della regina. Riccardo cercò di contrastare l’attacco che Mauro aveva sferrato al suo re. Si massaggiò il mento, indeciso su quale mossa fare. «Mauro, è proprio vero che hai imparato stasera a giocare a scacchi?» «Babbo, sposta la torre a difesa del cavallo», gli suggerì Silvia provando tenerezza nel vedere il genitore a mal partito «altrimenti Mauro te lo mangia, poi ti mette il re sotto scacco.» «Silvia, taci», la rimproverò Mauro. «Ho sudato sette camicie per trovarmi in vantaggio.» Lei gli scompigliò i capelli facendogli occhietto. «Un aiuto bisogna darglielo ai vecchietti che cominciano ad avere i neuroni arrugginiti.» «Quale vecchietto d’Egitto!» controbatté il padre. «Quella mossa l’avevo vista. Stavo invece considerando di fare questa.» «Bravo babbo, così Mauro ti mangia l’altra torre e ti mette sotto scacco il re, ugualmente.» Riccardo si grattò la pelata e concentrò l’attenzione sulla scacchiera per tentare di rimediare la difficile situazione. Silvia li lasciò alle loro strategie, raggiunse la zona notte ma subito ne uscì correndo. Si tenne allo stipite della porta per contrastare l’energia centrifuga; entrò in cucina strisciando le scarpe sul ...