-
Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... misteriose empatie, condivisione dell’esistenza.» «Babbo ti piace Mauro?» «Che sia un bravo ragazzo, ne sono convinto.» «Mi sentirei morire se lo perdessi.» «Ecco che cos’è l’amore, Silvia.» «Immagino quanto abbia sofferto Rossana, l’ex fidanzata di Mauro, quando lui ha fatto la sua scelta.» «Mi hai accennato che litigavano continuamente. Lasciarsi è stata una fortuna perché, per loro, probabilmente, non sarebbe bastato contemplare un tramonto assieme, per vivere una serena vita di coppia.» «Forse non avrebbero litigato più se si fossero sposati», arguì Silvia. «La signora Merini, quella che ci fa mettere i suoi due bassotti nello stanzino delle pulizie, quando viene a fare acquisti, mi ha raccontato che lei e suo marito litigavano in continuazione prima di sposarsi. Poi tutto è filato liscio: nemmeno un’alzata di voce in quindici anni di matrimonio. Me l’ha rivelato lei stessa. «Già», rispose il padre facendo spallucce «per mettere al mondo quattro figli l’intesa deve essere stata molto forte. Probabilmente convivere sotto il medesimo tetto e condividere ogni minuto della loro vita, ha fatto loro capire quante cose avessero in comune. Sono gli enigmi dell’esistenza, Silvia: l’eccezione a conferma della regola, per ora.» Lo sguardo di Silvia si tramutò in un punto interrogativo. Guardò il soffitto come per far intendere al genitore che gli avrebbe fatto un’altra domanda, forse un po’ indiscreta. «Babbo, perché hai terminato con l’espressione “per ora”? Che cosa volevi farmi ...
... presentire?» «L’ho usata?» rispose Riccardo mostrando stupore. «Babbo non fare il nesci.» «Ah, sì, l’ho detta», ammise lui battendo ripetutamente le palpebre. «Silvia, il percorso dell’esistenza è come un’arteria stradale nella quale è possibile trovare molte deviazioni. Bisogna stare accorti, tenere sempre la barra dritta e se uno sbanda…» Riccardo ebbe un momento d’esitazione. «Se uno sbanda?» lo incalzò Silvia. «Occorre sperare che l’altro abbia il buon senso d’aiutare la persona amata a rimettere in carreggiata la propria esistenza e sperare che funzioni.» «Babbo, questa tua riflessione mi suona strana», sondò Silvia scrutando il padre. «Era soltanto una considerazione generica.» Come se il buon senso glielo avesse suggerito, Silvia non insisté. Rimase assorta, lo sguardo a vagare sulla cornice di gesso che decorava il soffitto. «Babbo, noi commercianti siamo la fanteria del sistema capitalistico?» «Perché dici questo, adesso?» «Riflettevo su tante cose prima che venissi. Tu hai creduto a un sistema sociale più giusto.» «Ci speravo quando immaginavo tuo nonno cadere dall’impalcatura malandata di quel cantiere maledetto. Negli anni 70 la passione della gioventù mi faceva apparire a portata di mano il cambiamento radicale della società. Invece il sistema del libero mercato ha dimostrato di perpetuarsi come la fenice. Qualche giorno fa ho letto una barzelletta che ironizzava sull’illusione che vivevamo. Sul bagnasciuga di una spiaggia d’Acapulco, il figlioletto di un ricco ...