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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... rimanessero connessi e poggiò la statuetta sul comodino. Raffigurava un nanerottolo. Una piccola sveglia digitale segnava le tre e trentacinque. Reprimendo lo stimolo di tossire si diresse verso la porta. La lasciò aperta perché la luce gli consentisse di orientarsi senza accendere quella del corridoio e procedette con circospezione per evitare rumori. Tornò in camera e vegliò più di un’ora per pensare come giustificare la rottura della statuetta. Infine scivolò in un sonno agitato. Battibecchi quotidiani Un clangore destò Tiziana. Sua suocera armeggiava con le pentole ed era meglio controllare quel che combinasse. Corse in cucina col pigiama ancora addosso e raccolse un coperchio.«Mamma, che stavi cercando?» «Non trovo lo sbucciapatate.» «È nel cassetto delle posate.» «Già porcu diavul bèstia! Tiziana si è ammaccato il coperchio?» «Non preoccuparti e siediti. Sarò da te tra un po’.» Tiziana tornò nella zona notte e si fermò in ascolto alle porte delle camere. Dischiuse quella di Silvia e accese la luce, un istante. La vide dormire profondamente. Da quella degli ospiti gli giunsero ripetuti colpi di tosse. Bussò. Tre tocchi leggeri. «Mauro?» Aprì di uno spiraglio. Scorse che si agitava nel sonno. Si affrettò a tornare in camera, si vestì di fretta e scosse il marito. «Rico svegliati.» Lui emise un grugnito di protesta, aprì un solo occhio e si stiracchiò. «Se ghè Tizzy?» «Mauro dorme ancora ma continua a tossire.» «Lo credo bene, il fumo che è stato costretto a respirare non ...
... era un balsamo.» Riccardo tornò a coricarsi in un fianco ma Tiziana aprì la persiana per sollecitarlo ad alzarsi. «Tirati su Rico. Mauro tossisce troppo insistentemente.» «Nadia non preoccuparti. All’ospedale l’hanno visitato. Chiameremo anche il nostro medico per farti stare più tranquilla, e rimarrà a pranzo da noi. Lo accompagnerò a casa oggi pomeriggio. Silvia guiderà la sua macchina. Di quel che è successo, è meglio parlarne con i suoi genitori.» Per dimostrargli quanto poco si preoccupasse, le insinuò la mano sotto la gonna. Lei si sottrasse al marito, gli diede un buffetto e si attardò a sistemare la biancheria in un cassetto del canterano per accertarsi che cominciasse a vestirsi. Raggiunse la camera di Silvia e trovò la figlia desta. «Tesoro, come stai?» «Un po’ intontita.» Silvia provò un piacevole brivido nel sentire la mano fresca della mamma poggiarsi sulla sua fronte. «Ti brucia ancora la gola?» «Un po’ ma meno di ieri. Mamma sei ancora arrabbiata?» Tiziana la fissò accigliata, addolcendo poi il cipiglio con un bacetto sulla fronte. «Mi hai fatto prendere un bello spavento, birbona. Non riprovarci più se ci tieni alla mia vita.» «Stanotte hai ruzzolato col tuo Rico?» le disse Silvia facendole un sorrisetto malizioso. Tiziana non trovò di meglio che sistemarle il letto per darsi un contegno. «Figuriamoci se ti sfugge qualcosa.» «Lo avete fatto per la gioia di avermi ancora con voi. Lo so.» «Incosciente.» «Mamma ti voglio bene. Mauro s’è già alzato?» «Credo dorma ...