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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... ancora. Tossisce molto. Mi preoccupa un po’.» «Cribbio! Ora gli preparo la colazione.» «Ci penso io. Rimani ancora un po’ a letto.» «Non sono ammalata.» «Ubbidisci e non andare a destarlo intesi? Lascia che riposi ancora. Tra poco il babbo chiamerà Enrico per farlo visitare anche da lui. Mauro rimarrà a pranzo con noi e lo accompagnerete a casa tu e il babbo, oggi pomeriggio.» Silvia provò a fare iuh, uuh, ma riuscì a emettere soltanto un suono fioco. Più tardi Tiziana rientrò in camera di Silvia con un vassoio colmo di fette biscottate e una ciotola di caffellatte. Rimase a farle compagnia fino a che non le giunse il vocio di Patrizia e Lorenzo che bisticciavano. «Ragazzi, che state combinando?» «Uffa, mamma, ogni domenica mattina mi tocca andare a prendere il giornale. Mai una volta che ci vadano Patrizia o Silvia.» «Ho da preparare l’impasto per i crostini e la macedonia», replicò la sorella «e devo mettere in ordine la mia stanza.» Lorenzo si frugò in tasca per accertarsi di non avere lasciato in camera la chiave del suo privatissimo cassetto, quello in cui le sorelle avrebbero fatto carte false per darci una sbirciata. «Anche la mia?» «Soltanto a una condizione: tira fuori i cantucci.» «I cantucci?» «Sì i cantucci e non fare quella faccia Lory. Lo so che li hai nascosti. Non è la prima volta che li sgraffigni.» «Ragazzi smettetela», intervenne Tiziana «non passa un giorno senza che letichiate.» «Mamma Lorenzo ha lasciato le briciole dentro la busta dei cantucci», ...
... protestò Patrizia. Lorenzo allargò le braccia ostentando un’espressione innocente. «Patry anch’io ho trovato la busta vuota. Che trovassi un graffio lungo così sulla mia motoretta se non fosse la verità.» «Patrizia, stavolta ha ragione tuo fratello. Ne ho portato un po’ a Silvia e gli altri li ho messi da parte per Mauro», rispose la madre. «Lorenzo, fai una corsa in pasticceria a prendere qualche brioche.» «Ti pareva.» «Devi uscire in ogni caso per comprare il giornale al babbo.» «Mamma tu le aggiusti sempre.» «Lorenzo, ubbidisci!» «Uffa mamma!» «Vieni in soggiorno.» Poco dopo Lorenzo si avviava all’uscio fischiettando, segno evidente che qualcosa aveva intascato. «Mamma, suggerisci a Patrizia di fare colazione con pane integrale, latte doppiamente scremato e allungato con parecchia acqua o tra un paio di mesi le toccherà usare due seggiole per sedersi.» «Lori, esci o ti rompo il manico della scopa sul capo» gridò la sorella. Riccardo, che si radeva tenendo la porta del bagno socchiusa, ridacchiò per la vitalità che regnava in casa. Aveva sempre considerato come una sorta di sinfonia i battibecchi dei figlioli, anche se, talvolta, doveva fare la voce grossa per riportare ordine. Cominciò a canticchiare una vecchia canzone di Celentano. “«E da un pugno chiuso una carezza nascerà, ra, ra, ra, ra… » Con la coda dell’occhio vide la porta aprirsi e comparire Mauro, pallido e scarmigliato. «Signor Riccardo, le chiedo scusa. Pensavo che il bagno fosse libero.» Il pigiama di Lorenzo, largo ...