1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... valore.» «Mi è dispiaciuto lo stesso. Dall’espressione saggia sembra che rappresenti il nano Dotto. Vorrei portarla a casa per aggiustarla.» «Se ti fa piacere ma ora non pensarci.» «Tua madre è ancora arrabbiata?» le chiese Mauro. «La burrasca è passata. Ti prepara il latte col miele e i cantucci.» «Tuo padre mi ha invitato, anzi è meglio dire: mi ha imposto di rimanere a pranzo con voi.» Gli occhi arrossati di Silvia brillarono. «Conosco già il programma. Oggi ti accompagneremo a casa noi, perciò abbiamo ancora diverse ore per stare insieme. Guiderò io la tua macchina.» Premurosa gli sistemò la maglia sulle spalle. «Sai Mauro? Se Shakespeare avesse concesso a Giulietta e Romeo genitori come i nostri, invece di suicidarsi, avrebbero generato otto figli come Brunella e l’uccellino verzellino. «Come chi?» «Sono i protagonisti di una fiaba che mi raccontava mio padre. Brunella era una contadinella bella ma povera e Verzellino un principe tramutato in uccellino da un sortilegio. Ti ho già fatto capire come sia andata a finire.» Silvia rise fioca, gli afferrò la mano con un gesto deciso e lo trasse verso la porta. «Dai, vieni. Faccio un bel bricco di camomilla. Faremo gargarismi e impacchi sugli occhi.» Rose rosse I Falaschi avevano appreso la vicenda con moderata apprensione perché se in un fatto drammatico nulla di tragico accadeva, la mente coglieva sollievo più che apprensione. Le famiglie avevano invece esaminato quali implicazioni la vicenda potesse avere perché i ...
    ... figlioli sarebbero stati convocati in tribunale come testi chiave, e quando si era chiamati a deporre per atti criminosi, nasceva la preoccupazione di minacce e ritorsioni. Sulla strada del ritorno, Silvia era divenuta inquieta. «Silvia cos’è che hai?» «Babbo a Mauro voglio un tale bene che mi fa stare quasi male.» «Lo sai che non mi ero accorto», le disse il padre dandole un buffetto sul naso. «Quella tosse non vuole passargli.» «Va là che non muore. Tra un paio di giorni si sarà rimesso.» Riccardo vide la figlia frugare nella borsetta e trarne il cellulare. «Silvia, che stai facendo?» «Gli telefono.» «O’Ssantambroes! Non lo vedi da dieci minuti.» Riccardo tolse l’aggeggio dalla mano di Silvia e le lanciò un’occhiata severa. «Silvia non esagerare o questo coso te lo butto dal finestrino, e che diamine, per un po’ di tosse.» «Babbo ho la sensazione che… non so come spiegartelo. Ho troppo di tutto. Sono una bella ragazza, sana, ho una famiglia agiata e stupenda, ho trovato un ragazzo al quale voglio un bene dell’anima, ieri ci siamo salvati per il rotto della cuffia e…» «E adesso non può arrivare che il peggio. È questo che pensi?» «Sì. Sono tanto felice da sentirmi minacciata.» «Oh, porca vacca cusa l’è questo fatalismo? L’amore ti ha rincretinito?» La figlia si agitò sul sedile, poi si mise a guardare fuori del finestrino. «Silvia?» Vedendola pensierosa, Riccardo le diede un colpetto sul braccio. «Silvia, mi ascolti?» Inquieta lei frugò nella borsetta e tolse una sigaretta dal ...
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