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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... di spalle e lungo di maniche, completava l’impressione che dava della cattiva cera. «Maestro Falaschi come ti senti?» «Come fossi finito sotto un treno», gli rispose rauco. «Vieni. Ho finito. Mia moglie ti sta preparando la colazione.» «Silvia?» «È ancora in camera sua. Tra poco verrà il nostro medico di famiglia a visitarti e pranzerai con noi. Ti accompagneremo a casa oggi pomeriggio.» «Vi ringrazio per la gentilezza ma ce la faccio a guidare.» «Rimarrai qui, invece, e non discutere. Basta il mancamento di un attimo per far succedere l’irreparabile e poi intendo parlare con i tuoi genitori della faccenda nella quale vi siete ficcati.» Nell’uscire dal bagno lo colpì con un leggero pugno sulla spalla. «Avvisa i tuoi tra un po’, intesi?» Tenero erotismo Il medico si era appena accomiatato da casa Colombo, che Silvia bussò alla camera degli ospiti. «Mauro?» «Entra Silvia.» Lo trovò chino che stava allacciandosi un paio di scarpe sportive nuove di zecca. «Che cosa ti ha detto il dottore?» «Dovrò riguardarmi per qualche giorno. Mi ha suggerito di fare gargarismi con la camomilla, prescritto uno sciroppo per la tosse e un collirio al cortisone per gli occhi. «Silvia mi sento le gambe di cencio.» «Sei pallido infatti.» «Tu come stai poetessa?» «Bene a parte la fioca. Accipicchia mi hai pure chiamato poetessa.» Silvia gli sistemò premurosamente il colletto della maglietta. «S’intona con i tuoi occhi questo colore.» Mauro non aggiunse altro per il timore di accentuare quella faccia ...
... da zombi che immaginava avere. «Grazie di tutto Silvia.» «Cribbio ci mancherebbe, sei il mio ragazzo.» Mauro non poté evitare di soffermare lo sguardo sulla T-shirt azzurra che aveva messo e le trasparenze che facevano intravedere il reggiseno. Accortasene Silvia reclinò il capo con una mossa leziosa. «Stamattina ho messo un reggiseno di pizzo nero. Vuoi vedere com’è sexy?» Sollevò la maglietta, mise in mostra il reggiseno, poi trasse in basso una coppa mettendo in mostra una procace mammella che madre natura aveva modellato alla perfezione. Lui diede una rapida occhiata alla porta socchiusa, poi le trasse in alto la coppa. «Mauro l’ho messo per te.» «Sì ma tu stavi andando oltre.» «Cribbio sei o non sei il mio fidanzato?» « Poteva entrare qualcuno dei tuoi…» «Ho dato le spalle alla porta per poterlo fare.» Silvia fece spallucce e prese a sbaciucchiarlo incrociandogli le mani dietro il collo «Così ti va bene pudico?» «Silvia devo rivelarti una cosa.» «Non avrai da far saltare fuori un’altra spasimante, spero. Di là c’è una scopa nuova di zecca e il tuo stato malconcio non m’impedirà di usarla.» «Stanotte…» «Stanotte che cosa?» «Ho ho rotto la statuetta. Quella sul comodino. Mi sono svegliato pensando fossi a casa mia e, insomma l’ho urtata per cercare l’interruttore della luce, però si può aggiustare. Basta un po’ di colla. Guarda non si è scheggiata. Ho rimesso assieme i pezzi e nemmeno sembra rotta.» Silvia sorrise scotendo il capo. «Quanto sei sciocco. È un oggetto senza ...