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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... della macchina. «Levati Lorenzo!» Il fratello non aveva mai visto il volto di Silvia così contratto. «D’accordo, mi tolgo, ma lascia che ti dica una cosa.» Lorenzo si approssimò allo sportello facendo scivolare la mano lungo il cofano. «Lory spicciati non ho tempo da perdere.» Lui afferrò la maniglia della portiera e guizzò in macchina.» «Scendi Lory!» «Ti sei bevuta il cervello?» le gridò il fratello togliendole bruscamente la mano dal cambio. La sorella si portò le mani al viso e scoppiò a piangere. Silvia dimmi che t’è successo. Si tratta di Mauro?» «Lory scendi per piacere», ripeté Silvia accorata. «Devo andare a Sanfabiano per accertarmi di una cosa.» Vengo con te.» «Non preoccuparti. Posso andarci sola.» «Neanche per sogno. Dammi il telefonino, avverto la mamma.» Silvia, che guidava sempre prudente, diede un bel daffare a Lorenzo per impedirle di calcare il piede sull’acceleratore e quando giunsero alla periferia di Sanfabiano, accostarono per chiedere a un uomo: «Signore, per cortesia, la strada per lo stadio?» «Continuate per duecento metri, voltate a sinistra al semaforo e proseguite dritti per mezzo chilometro. Vi ritroverete sul posteggio del campo sportivo.» «Lo sa se stasera c’è una partita d’allenamento?» «Signorina non saprei che dirle. A me il calcio è uno sport che non piace.» «Grazie lo stesso. Buonasera.» «Silvia hai una sfiga! In tutta Sanfabiano ci saranno dieci uomini ai quali il calcio non interessa e tu hai beccato uno di quelli.» «Lory mi dai un bel ...
... coraggio. Laggiù c’è un bar. Vai a informarti.» «Si fa prima ad arrivare allo stadio. Vuoi scommettere che trovi Mauro a giocare?» «Ti do la mia paga mensile per dieci anni, se hai ragione.» «Mi accontento di venti euro che mi sento già in tasca perché Mauro sta parando palloni a rotta di collo. Quel tizio della telefonata era soltanto un pezzo di merda invidioso che ti ha condito un brutto scherzo.» Le strizzò l’occhio per tenerla su di morale. «Le faccio un muso così a quella Rossana», disse Silvia come se non avesse ascoltato «non c’è altro modo per farle capire che Mauro è mio, mio!» «Dovresti farlo a lui il muso», obbiettò Lorenzo «se fosse vero.» «No a Mauro no! Lui non ha colpa. Sono convinta che lei sia ritornata a cercarlo e lo abbia tentato. Giuro che quattro manrovesci non glieli toglie nessuno.» «Porca zozza come ti riduce l’amore. Vero Iddio, rimango single.» Lory mi scappa la pipì.» “Ti pareva! Fermati e vai dietro quel muretto. Baderò che non arrivi gente.» Poco dopo giunsero su un ampio viale fiancheggiato da un muro di cemento. Dall’altro lato un accesso portava in un vasto posteggio quasi vuoto. “Che stronzo!” pensò Lorenzo. «Silvia siamo arrivati. Quello è il muro di cinta dello stadio. Eccola là una colonna di riflettori.» «Lory è tutto spento», sospirò lei accostando l’auto al cordolo del marciapiede. «Forse è cominciato l’intervallo?» «Silvia, di regola non li spengono i riflettori durante l’intervallo. Non c’è proprio nessuno a giocare. Non vedi che il ...