-
Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... Fabrizio.» «Sì certo. Ciao.» «Ah, che ne diresti se stasera andassimo, tutti, a mangiare la pizza al Gatto Nero per festeggiare la notizia?» «Venerdì al Gatto Nero? Perché non facciamo domani sera?» «Sto scoprendo una Silvia superstiziosa?» «Soltanto perché domani sera potrà venire anche Mauro.» «D’accordo facciamo per domani sera, così avremo tempo per invitare più gente.» «Ciao Livio. Cribbio, devo ancora comprare il cellulare a Mauro. Annalisa, avverti mia madre. Mi assento per mezz’ora.» La capricciosa «Moderiamo l’entusiasmo gente. Per il momento è solo una sospensione del progetto», precisò Fabrizio. «E tu che volevi andartene», soggiunse Livio rivolgendosi a Mauro «invece ti sei fatto pure la fidanzata.» «Oddio», commentò Fabrizio «non è un gran che ma in mancanza di meglio.» Guardò il soffitto con l’aria da gnorri rimediando uno sberleffo da Silvia. Quella sera lei aveva raccolto i capelli in una lunga treccia e messo jeans di un blu classico, abbinati a una camicetta color crema. Al collo portava un cordoncino di caucciù dal quale ciondolava un minuscolo koala. Sulle labbra aveva un tocco di rossetto porpora. Era di una semplicità folgorante. Franco si alzò, batté la mano sul tavolo per attirare l’attenzione dei presenti e chiese un attimo di silenzio. «È da vent’anni», iniziò a dire «che contribuisco a salvare un po’ di verde. Purtroppo ho sempre trovato poche persone disposte a condividere veramente quest’impegno perché la difesa dell’ambiente non potrà mai ...
... essere delegata a mestieranti della politica. Soltanto volontari che abbiano il coraggio di esporsi all’impopolarità, alle querele e qualche volta anche alle intimidazioni, possono farlo.» Arturo che, per non perdere virgola della conversazione, si era seduto tra Livio e Fabrizio esclamò: «Ben detto Franco e voglio completare il tuo intervento ricordando come qualche “ecologista per caso”, come quel fasullo di Giannino Bucciarini, tanto per non fare i nomi cognomi, abbia cambiato orizzonti dopo essersi poltronato. Ognuno è libero delle proprie scelte ma che lui non si senta la coscienza pulita, si nota da come scantoni se ti vede in tempo. «Una sera», seguitò il Bizza tanto infervorato da spruzzare pioggerelle salivari che costrinsero i vicini a stendere tovaglioli sulle stoviglie, «non ha potuto evitare d’incrociarmi, perché appena ho scorto che s’infilava in un vicolo secondario, mi sono precipitato verso l’altro sbocco piazzandomi al centro della strada, senza dargli via di fuga. Gli ho rammentato dei tempi in cui ci battevamo contro le escavazioni selvagge, come a lui piaceva chiamarle. Poi gli ho spiattellato in faccia quanto fosse stato fasullo a dimostrare rigore ecologico, viceversa celasse tanta pericolosità quanto il percolato scolato da una discarica di rifiuti tossici e nocivi.» Arturo scosse il capo in un gesto di disprezzo e aggiunse: «Nel latte si conoscono meglio le mosche. Ah quant’è vero questo detto. Ora il Bucciarini va in giro con quattro o cinque giornali ...