1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... seguitarono a conversare. «Faremo pranzo e cena vicino alla fontanella», propose Silvia. «Ora le giornate sono così lunghe. Alle cibarie penserà la tua fatina dai capelli bruni.» «Domenica a otto i tuoi genitori andranno al mare. Ti toccherà lasciare soli fratelli e nonna.» «Sono grandi e vaccinati. Non hanno bisogno della tata. Patrizia inviterà sicuramente Sergio. Lui starebbe sempre in mezzo ai tegami. È migliore di mia madre a cucinare.» «Allora vada per la scampagnata. Ora dipingerò la mia valle con animo più sereno e porterò alla mostra una decina di quadri dedicati al Rio Maestro.» «Mauro ti spiacerebbe chiedermi “Silvia, vuoi venire anche tu?” «Vuoi venire anche tu, Silvia?» «Sentitelo come l’ha detto. Stai certo che da solo non vai, furbino.» «Rimarrò fuori qualche settimana. I tuoi non ti concederanno il permesso di stare lontano dal negozio per tanto tempo», si divertì Mauro a provocarla. «Mi prenderò le ferie in quel periodo.» Subito dopo Silvia fece la vocina imbronciata. «Mauro non vuoi che venga?» «Credo che dovrò essere io a stare attento ai lumaconi che ti strisceranno intorno.» «A me basta il mio chiocciolo.» «Spero di seguitare a bastarti.» «Scemo!» esclamò Silvia passandogli un braccio attorno alle spalle. «Ti sei fatta il fidanzato più basso per tenerlo così?» «Non ricominciare con la faccenda dell’altezza, eh?» «Devo solo farci l’abitudine. Non capita a tutti di fidanzarsi con una fi...» «Perché ti sei interrotto? Che intendevi dire?» «Che mi sono ...
    ... fidanzato con una figliola stupenda.» Silvia si soffermò e lo guardò maliziosa. «Bugiardo. Dai che volevi dirmi?» «Lo sai che è una parolaccia.» «Dimmelo in un orecchio.» Lei si abbassò di lato per consentirgli d’arrivarci senza che dovesse sollevarsi sulla punta delle scarpe. Bisbigliandola per ammorbidirla della sua volgarità, Mauro pronunciò la parola. Silvia percepì un brivido, un languore prenderle lo stomaco. Gli strinse il viso tra le mani e gli cercò la bocca. Sulla strada il rombo di un’auto che si fermava. «Carabinieri! Atti osceni in luogo pubblico. Favoriscano i documenti, per favore.» Impacciati, Silvia e Mauro si ricomposero. Col gomito appoggiato al finestrino della sua auto, videro Fabrizio che esponeva la sua faccia da impunito zuzzurellone. Livio gli sedeva accanto e il suo sorriso si stava tramutando in un faticoso tentativo di trattenere una sganasciante risata. Dietro sedevano Franco e Monica che si limitarono a contenuti risolini. «Scusate se vi ho costretto a riemergere dagli abissi della passione senza il supporto della camera di decompressione», proferì Fabrizio dando un leggero colpetto di gas. A Silvia montò un impeto di rabbia. «Fabrizio è mai possibile che tu rincretinisca ogni giorno di più? Livio, ti sei messo pure tu a dargli spago?» «È stato lui che ha voluto fermarsi. Io non c’entro», rispose lui con un’aria innocente. L’auto scattò in avanti. Monica e Franco li salutarono dal lunotto posteriore. «Fabrizio sta esagerando cribbio», sbottò Silvia. E ...
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