1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... Ah, le uova sode. E qui? Accidenti, la panzanella! Dentro questa busta?» «Mauro prendi soltanto quel che vuoi mangiare e chiudi il frigo.» «Che ne dici di cominciare con la panzanella e lasciare l’insalata di riso per cena?» «Come preferisci.» Si accosciarono alla pellerossa e utilizzarono le poltroncine per posarvi buste e cartocci. Affondarono le forchette sulla panzanella e si sorrisero a bocca piena. «È davvero buona. Silvia vuoi vedere che mi toccherà sposarti.» «Non avevi ancora deciso?» «Stavo soppesando l’idea.» Lei avvicinò il contenitore alla bocca per impedire che le briciole di panzanella cadessero dalla forchetta, lo guardò sottecchi. Poi volle pareggiare la battuta esclamando: «Anch’io!» Alla reazione immusonita di Mauro, aggiunse: «Quel che è detto è reso. Mi passi l’olio?» Seguitarono a pranzare punzecchiandosi. Risero per la mosca che insisteva a posarsi sulla fronte di Mauro e la formica risucchiata dal mascarpone di Silvia. Per tentare di salvarla lei aveva rigirato il dolce parecchie volte. Infine era riuscita a trovarla ma era stecchita. Più tardi si erano sdraiati sul plaid per prendere il sole. Il processo della digestione, l’effetto narcotizzante dell’aria fina, l’ipnotico chioccolio del fontanile e l’ovattato gorgoglio del rio, avevano fatto loro da ninna nanna. Carnalità e riflessioni Silvia sì destò sotto un cielo striato di cirri. Il sole, calato dietro la parete rocciosa, li aveva lasciati all’ombra. Ebbe un fugace brivido di freddo. Si sentì ...
    ... pervasa da un tale senso di pace che le sembrava non avvertire corporeità e percepire il mondo soltanto con la mente. Immaginò che il cielo la risucchiasse scomponendola in particelle. Colse quanto il vivere volesse significare assaporare l’istante, sentirsi pietra, albero, cielo, acqua, erba. Vide una farfalla dalle ali rossastre svolazzare sul bordo del laghetto, poi posarsi su una spalletta del ponticello. Da qualche parte aveva letto che le farfalle vivessero pochi giorni ma avevano la capacità di distinguere toni di colore superiori all’occhio umano. Cercò d’immedesimarsi nella farfalla, percepire il tempo scorrere più lento per compensare la sua breve vita e immaginarsi di vedere il mondo coloratissimo. Si chiese se Mauro cogliesse sensazioni simili quando dipingeva. Un pappo le atterrò sul ventre, una bava di vento lo trasportò lontano. Si stiracchiò e si voltò sul fianco. Mauro dormiva supino. Rannicchiò le gambe in posizione fetale, le mani tra le cosce, le ginocchia a sfiorargli il fianco. Non riuscì a reprimere il desiderio di accarezzarlo. Gli sfiorò il torace, seguì la linea dello sterno fino al punto in cui le costole lasciavano spazio alla cavità dello stomaco. Non toccava un uomo vigoroso ma ciò che la attraeva di quel corpo era la sua quasi gracilità. Gli prese una mano, se la portò alle labbra per baciarla sul palmo. La ripose sul plaid e riprese ad accarezzargli il corpo, la pelle dell’addome, tiepida e morbida. Gli poggiò la guancia sul petto badando di non ...
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