1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... abbagliante. Il riverbero della parete rocciosa li costrinse a socchiudere gli occhi. «Mauro, guarda, da qui si vedono il ponticello, la nostra roba, la fontanella.» Silvia si strinse contro lo stipite per fargli spazio. Notò con quanto incanto lui la osservasse. «Che cosa c’è?» «Su una scala da uno a dieci, per stabilire la bellezza, ti darei undici.» «Addirittura? Non ti sarai preso una cotta per me.» «È una tua impressione.» «Bugiardo moriresti di crepacuore se ti lasciassi.» Rimasero a guancia a guancia, a osservare il quadretto di campagna circoscritto dalla piccola apertura sul mondo. La luce di giugno inondava le cose e formava velature di tenue foschia che sfumava il verde intenso dei boschi. Silvia si sporse dal parapetto ed ebbe un’esclamazione di stupore. «Mauro l’albero che cresce qui sotto è carico di bacche.» «Lo credo è in gelso e questo è il periodo in cui le sue bacche maturano.» «Ciumbia è la prima volta che vedo more di gelso. Voglio assaggiarle», Silvia afferrò la mano di Mauro e lo sollecitò a seguirla. Pervaso da un benessere più intenso di quello che avvertiva quando terminava un dipinto, che lo aveva soddisfatto, Mauro si appoggiò al muro della casupola e osservò Silvia mentre roteava le pupille per comunicargli quanto gusto provasse a riempirsi la bocca di quelle drupe dolcissime. Il pic-nic Le mani poggiate sul parapetto, Silvia era in piedi sul ponticello. Alcune ciocche di capelli le nascondevano una spalla e la prominenza del seno destro. Seduto ...
    ... su una poltroncina, Mauro sottraeva al tempo i tratti di quel viso d’eterna ragazzina che Silvia aveva. Di tanto in tanto chiudeva gli occhi per rinnovare la concentrazione e provare fiotti d’emozione nel vederla ricomparire. «Mauro?» lo chiamò Silvia per scuoterlo dal rapimento «vuoi risorgere dal mondo delle muse? Mi hai fatto sei disegni. È l’una e mezzo. Ho fame.» «Ho finito. Vieni.» «Cribbio mi hai parlato soltanto per dirmi: mettiti lì, stai ferma così, quella ciocca di capelli spostala di là. Ti allontani anche da me quando lavori.» “Ti sembra” Mauro la cinse alla vita poggiandole il viso sullo stomaco. Glielo sentì brontolare. «Quale ritratto mi regali?» chiese lei. «Sono tutti tuoi.» «Prendo solo questo.» «Mi permetti di portare gli altri alla mostra?» «Bandisci il singolare, furbino, e Abituati alla mia presenza.» Lui lasciò cadere l’argomento e le fece notare il posto sul quale aveva falciato l’erba e con quanta precisione avesse azzeccato il punto d’ombra. «Hai fatto una strage di fiori, però.» «Taci ecologista fondamentalista.» Mauro aprì il coperchio del frigorifero ed esclamò: «Ecco perché pesava tanto. C’è di che sfamare un reggimento di soldati.» «Scommetti un bacio che gli zaini saranno molto più leggeri al ritorno?» lo sfidò Silvia. «Rischierò l’indigestione per averne due. Quest’insalata di riso manda un profumo delizioso. Vedo che nel condimento hai messo dadetti di prosciutto cotto.» «Quella è tua carnivoro.» «Dentro quest’altro recipiente che cosa c’è? ...
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