1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... voltare il viso verso di lei. Non s’era svegliato. Si sentiva eccitata. Osò. Iniziò lentamente ad infilare la mano sotto l’elastico dei boxer. Sfiorò il glande coi polpastrelli. Mauro si mosse ancora. Ritirò la mano rapidamente: col batticuore. Pensò che avrebbe veramente provato disagio se lui si fosse svegliato e l’avesse sorpresa ad accarezzargli il pene. Rimase ferma, la mano posata sull’addome ad osservargli, attenta, le iridi che si muovevano sotto le palpebre, come sognasse. Furtiva infilò ancora le dita sotto i boxer. Esitò «Che cavolo t’importa se si sveglia?Meglio di così come vorresti farlo destare?» Fece scivolare tutta la mano sotto l’indumento. Lo sentì caldo e pulsante. Chiuse le palpebre mentre lo stringeva. Fece qualche movimento avanti e indietro, poi si fermò. Il glande le apparve come una grossa ciliegia tiepida. «Cribbio mi sto bagnando...» Allungò le dita fino ai testicoli ed avvertì che il pene continuava a prolungarsi in profondità nel pube. «Ciumbia è proprio come spiegava l’inserto!» Provò a scoprire un punto che era descritto come particolarmente sensibile. Spinse l’indice nella radice del pene e la frizionò. Subito avvertì un vigoroso impulso d’erezione. Sorrise eccitata e sorpresa. Era sicura che Mauro provasse un intenso piacere. «Chissà se sognerà che…» Il boxer non aveva chiusure lampo e non c’erano coppiette di passaggio, stavolta. Abbassò l’indumento con circospezione e fin dove la posizione di Mauro che dormiva supino, le consentiva. ...
    ... Strinse l’asta con delicatezza e si preparò ad accogliere i tiepidi zampilli tra le dita. No non tra le dita. La linfa della conoscenza non avrebbe permesso si sprecasse in due banali fazzolettini di carta con i quali gli avrebbe ripulito l’addome. Le venne di considerare quella dispersione come una profanazione. Un altro proposito sorse in lei, audace. Lasciò che la sua istintiva sensualità corresse a briglia sciolta. «Carpe diem amore!» Appoggiò il volto sull’addome di Mauro. A pochi centimetri dalle sue labbra il glande emise una goccia di umore trasparente… Le prime quattro note ripetute della quinta sinfonia di Bheetoven ruppero l’incanto. Era la suoneria del suo cellulare. «Cacchio no!» Tirò l’indumento a coprire il pene di Mauro e s’alzò ravviandosi i capelli con uno scatto nervoso. «Silvia?» La voce del padre era risentita. «Ciao babbino.» «Non dovevi chiamarci a mezzogiorno?» «Cribbio scusami. Mauro mi stava ritraendo e il tempo è volato. Rico dov’è la tua Tizzy?» «Cosa? C’è disturbo. Non ti sen…» «Dov’è la mamma?» «Sul suo lettino. Legge una ri… sta. Mauro?» «Fa un pisolino. Lo vuoi salutare? Vado a svegliarlo.» «No, lascialo dormire. Dopo ocio né?» «State attenti voi, piuttosto, a non ritornare in tre.» «Ti dis… be.» «Che cosa hai detto? È andata via la voce.» «Ti dispiacerebbe.» «No, babbo, no.» «La mamma mi fa cenno che vuo… larti. Ciao Calimero.» «Silvia?» «Ciao mammona.» «Lo hai preso il repellente per gli insetti?» “Cribbio me ne sono scordata. Sì, certo.» ...
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