1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... «Spalmatevelo addosso, spesso. Una nostra cli…nte ha dovuto ricoverarsi in ospedale per la puntura di un cal…brone, la settimana scorsa.» «Non preoccuparti, ce ne siamo cosparsi tanto che rimarremmo intossicati se provassimo a darci un bacio.» «Vi siete organiz… ati in modo che la nonna non res… mai sola in casa?» «È stata la prima cosa cui abbiamo pensato.» «Sergio è venuto a preparare il pranzo?» «Non ero ancora partita per Sanfabiano che era già intorno ai fornelli. S’è messo a fare il sugo per la pastasciutta e ha portato una faraona da mettere in forno.» «Patrizia come stava stamattina? Prima che partis… le doleva un dente.» «Mamma nemmeno sono ventiquattro ore che manchi da casa. Non essere così apprensiva.» «Ora le telefono. Allora, mi raccomando, tra un po’ rimettetevi il re… llente.» «D’accordo. Ciao, mammona. Un bacio, ciao.» Silvia rilassò le spalle. Osservò Mauro dormire ancora. Tornò a coricarsi al suo fianco e distese la mano sul suo stomaco allargando le dita come per impedire che l’aria la derubasse del tepore che emanava. I momenti di sensuale erotismo che avevano preso la sua mente, erano svaniti. Ritrasse in alto i boxer e lasciò che il mormorio dell’acqua le facesse immaginare la sua vita di coppia, scorrere quieta come il Rio Maestro d’estate, che serpeggiava tra sterpi e minuscoli greti, all’ombra delle acacie. Che sensazione di pace vederlo sonnecchiare con le labbra distese in un ineffabile accenno di sorriso. Strappò una foglia di gramigna e ...
    ... un’estremità gliela fece scorrere sulla guancia. Lo vide reagire come per cacciare un insetto. Insisté fino a che non lo costrinse a destarsi. Con un divertito risolino gli fece vedere il filo d’erba col quale l’aveva solleticato. «Ah ecco chi era la zanzara. Canaglia vieni qua.» Mauro vide gli occhi di Silvia rilucenti di tenerezza; gli infondevano il desiderio di rilasciarsi tra le sue braccia. «Benvenuto nel mondo dei meno. Avresti seguitato a dormire fino a notte fonda se la zanzaraccia non ti avesse svegliato.» «Temo sia stato l’effetto della panzanella. Di solito mi ritorna un po’ alla gola ma non questa.» «Il segreto è metterci poca cipolla. Sentimi l’alito?» Silvia gli espirò a pochi centimetri dal naso. Con una smorfia Mauro allontanò il capo sventolando l’aria. «Non è vero che ho l’alito cattivo. Ora mi baci.» «Nnnzzz!» «Silvia s’inginocchiò su di lui imprigionandogli i polsi.» Mauro osservò quelle labbra incredibilmente ben disegnate che a Silvia pervadevano il volto di un’espressione sensuale e protettiva. «Sai Silvia? Ho fatto un sogno coloratissimo. Ero su una radura che costeggiava un fiume molto più ampio di questo. Qua e là crescevano grandi alberi che proiettavano l’ombra su un’erba di un verde così trasparente da sembrare cristallo. Il fiume era tanto limpido da poterne scorgere i fondali, quasi come non ci fosse acqua. C’erano molti pesci che andavano nella stessa direzione. Provavo sensazioni fisiche piacevolissime. «I sogni sono ombre di pensieri che si ...
«12...229230231...268»