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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... nuvole e il tempo sia un’astrazione. Se dovessi figurare il tempo, che cosa dipingeresti.» Mauro ci pensò poi disse: «Due velieri, uno che fila col vento in poppa, l’altro con le vele afflosciate da una calma piatta, ma in modo che le navi si compenetrino e non si riesca a distinguere l’una dall’altra.» «Cacchio mi sono fidanzata un talento dell’immaginazione. Difenderò ciò che ho conquistato con le unghie e con i denti», specificò Silvia fissandolo con un’espressione stupefatta. «Rammenti l’usignolo venuto a farci visita quando eravamo sul dondolo? Che melodia triste era il suo cinguettio. Vivo l’amore per te come se il mio animo si fosse trasformato in un usignolo. Canta di gioia ma è un canto triste. Mi sento meravigliosamente bene perché averti accanto, è felicità e armonia assieme ma anche nostalgia per il vissuto appena trascorso. Mauro, le nostre vite scorrono sul filo di un presente che se volessimo spiegarlo usando il concetto di tempo, lo dovremmo considerare troppo esteso se lo quantificassimo in un miliardesimo di secondo. Il tempo non esiste se non come costrutto che offra un riferimento con cui dare significato al mondo e organizzare la vita. I tuoi velieri che si compenetrano ne danno l’unica immaginazione visiva possibile. Com’è effimera l’esistenza! Ciò che ti ho detto fa ormai parte del nostro trascorso e ciò che sto dicendo si trasforma in passato. Marco Aurelio sosteneva che la vita è un punto, ciò che ha da venire non ci appartiene ancora e il trascorso ...
... non è più nostro. Non ci resta che accettarne la provvisorietà con la consapevolezza che la morte sia utile alla natura.» Provocando un gorgoglio nel contenitore, lui terminò di aspirare il tè. «Accidenti che riflessioni profonde. Se io sono un talento dell’immaginazione, tu sei una filosofa della fisicità. Non sei credente Silvia?» «Da che cosa lo hai dedotto?» «Traspare dalle tue riflessioni.» «Rifiuto i dogmi», rispose lei «e la fede implica attenersi a una verità indiscutibile ed eterna. Io, invece, sono convinta che tutto sia relativo. «Avverto l’ispirazione di tuo padre in ciò che sostieni», rispose Mauro. «Lo ascolto molto», ammise Silvia «e lui sostiene che non può esserci libero arbitrio senza che il pensiero logico sopravvenga quello mistico dei dogmi. Sono certa che la gente abbia bisogno di credere in una vita ultraterrena per esorcizzare la morte e rimettersi alla speranza che un’entità individuale sopravviva, protetta da un Creatore misericordioso. È l’uomo ossessionato dalla morte che ha creato Dio.» Silvia rimase pensosa, come volesse riflettere sulle sue considerazioni, poi gli chiese: «Tu, Mauro, credi?» Lo vide annuire, quindi risponderle con un’argomentazione curiosa a dir poco. «Soltanto un Dio poteva dotare gli uomini di sostegni perfetti per inforcare gli occhiali.» «Ti riferisci a forma e posizione di naso e orecchie?» «Proprio così.» «È una considerazione tua o lo sostiene qualche teologo?» «Lo dice sempre Semenza, il calzolaio di Sanfabiano. È tanto ...