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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... cristallina. «Ti va di fare il bagno con quella strega della tua ragazza?» «Questo è un torrente che viene dall’Alpe. Rimane freddo fino ad agosto.» «Il sole batte ancora sull’acqua. Tirati su pigrone.» Silvia cercò di spronarlo sorreggendolo per le ascelle. «Ho tossito anche stanotte.» «Allora riguardati. Io però mi butto.» «Silvia, dammi retta, non andare.» Lei mise in acqua la punta di un alluce ma lo ritirò rattrappendolo. «È freddina ma è la prima impressione.» Silvia s’immerse fino alle caviglie e rabbrividì. «Bagnerai i capelli!» «Li asciugherò sul ponticello.» «Bagnati almeno spalle e braccia, prima di… » Lo spaglio interruppe l’esortazione. Poi uno strillo. Silvia si precipitò a guadagnare la riva sollevando comicamente i piedi dall’acqua. «Brrr, mica è fredda: è ghiacciata», disse dirigendosi verso gli zaini. «Testona, ti sta bene. Hai anche bagnato il costume per nulla.» Silvia tolse dal suo zaino un asciugamano da spiaggia e usò un lembo per asciugarsi alcune ciocche, poi lo fermò sul petto alla stregua di un pareo. Sfilò il costume, mise i pezzi sullo schienale di una poltroncina, quindi ricominciò a rovistare nello zaino. «Che cosa cerchi?» «Ho portato due bottigliette di brandy, come digestivo per stasera.» Silvia bevve a piccoli sorsi, poi fece a Mauro il gesto di porgergliela. «Facciamo metà ciascuno?» «Sto bene così, grazie.» «Io dico che berrai.» «Vuoi costringermi come hai fatto poco fa?» «Stavolta neanche ti tocco», disse lei lasciando che l’asciugamano ...
... cadesse ai suoi piedi. Mauro rimase attonito, a osservare con quanta leggerezza si muovesse quella ragazzona che sfiorava il metro e ottanta. I seni, solcati dai fiumi blu delle vene che sfumavano sotto la pelle dorata, si ergevano come coni di vulcani gemelli. Cinti dalle areole color rosa antico, i capezzoli, puntavano al cielo. Alcune ciocche bagnate di capelli le celavano parte del volto conferendole un aspetto di selvaggia sensualità. Chiuse gli occhi per immaginarla compiere gli ultimi passi verso di lui, avvertì che gli stringeva i fianchi con le caviglie. Tornò a guardarla. Lo sovrastava, prepotente e onnipossente gli apparve il vello bruno. Allungò il braccio per prendere la bottiglietta ma lei ritrasse la mano. La voce gli vibrò di un sottile tremito. «Silvia vuoi farmi morire?» Cercò d’afferrare la bottiglietta ma lei fu più lesta a sollevarla. «Hai detto che non volevi bere? Ora sono io a negartelo.» Lui tornò ad assumere un’aria imbronciata e volse lo sguardo all’erba. Silvia si mise prona. Provò a voltargli il viso per accertarsi che non fingesse ma lui resistette. «Te la sei presa? Mauro non fare il permaloso. Era soltanto un gioco.» Lui aprì un occhio e strinse le labbra per trattenersi dal ridere. «Furfante, lo sapevo che fingevi.» Gli avvicinò la bottiglietta alle labbra. «Ora, bevi.» Mauro sorseggiò forzatamente e tossì dopo un goffo tentativo di fermarla. «Silvia, fammi alzare. Così mi va di traverso.» Per tutta risposta lei gli mise la mano sotto la nuca ...