1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... grossi. Li vado a prendere.» Le ponderazioni di Silvia sugli enigmi dell’esistenza e la repentinità con la quale tornava alla materialità del quotidiano, a Mauro parvero stupefacenti. La seguì mentre raggiungeva gli zaini. Le spalle tornite e la sinuosa levigatezza dei glutei di Silvia gli provocarono un fremito. Tenendo la ciliegia con le labbra, Silvia glie la passava in bocca. Attendeva che Mauro sputasse il nocciolo per dargliene un’altra. «Mi pare di essere una rondine che imbocca il suo pulcino.» «Sei una maliarda tentatrice guidata da un demone relativista.» «Tutto è relativo», rispose Silvia. «Se una tegola cadesse da un tetto ma nessuno la vedesse non sarebbe caduta. Gli eventi richiedono testimonianza perché possano essere considerati avvenuti.» «Allora, Silvia, l’universo esiste perché lo vediamo?» «Proprio così. Tutto esiste o è stato se qualcuno lo ha visto o lo rammenta, perciò è stata la vita a creare l’universo e non il contrario. Poni che noi fossimo la proiezione letteraria dell’immaginazione di un romanziere. «Saremmo il frutto della sua fantasia e se il libro fosse poi letto da migliaia di persone…» «Silvia, dove intendi arrivare con questa filza di congetture?» la interruppe Mauro. «A farti ragionare su un concetto: chi non è ricordato o non è stato visto non lascia memoria, nel senso che se una persona realmente vissuta fosse morta e nessuno l’avesse ricordata non sarebbe vissuta. Invece noi, personaggi inventati, saremmo esistiti perché ci ...
    ... rammenterebbero in molti. Renzo e Lucia, purché siano personaggi di fantasia, sono esistiti perché saranno sempre rammentati, così Ulisse, Ettore, Achille e questo vale per tutto ciò che ci circonda. Poi…» «Poi?» la incalzò Mauro. «C’è pure chi sostiene», seguitò Mauro «che gli eventi accaduti tornino a succedersi, negli universi che verranno, fin nel minimo dettaglio. Facciamo quindi che le azioni e le scelte di questa vita siano giuste perché saremmo destinati a compierlo in eterno se commettessimo uno sbaglio.» Allora ti do un bacetto su una tetta perché non credo sia un’azione sbagliata e non mi dispiacerebbe si ripetesse all’infinito, così do pure al nostro immaginario romanziere lo spunto per un passaggio osé.» Mauro le abbassò una coppa del reggiseno e accostò le labbra al turgido capezzolo. «Sentitelo che cosa ha escogitato per popparmi il seno», gli bisbigliò Silvia, gli occhi colmi di dolcezza. Lo osservò con uno sguardo materno. «Mauro in questo luogo umile ma più solenne di una cattedrale, prometto che sarò tua moglie.» Staccando le labbra dal capezzolo, lui le rispose in modo vago: «Ancora non so se vorrò essere tuo marito.» «Mentitore! Moriresti di crepacuore se non ti sposassi.» «Silvia sei una strega materialista» le rispose lui. «Sono convinto di dover andare a cercare mia moglie sotto quei ruderi lassù, a ogni plenilunio, strattonarti per riportarti a casa ed evitare che continui a ballare il sabba assieme alle tue compagne.» Mauro sentì la risata di Silvia risuonare ...
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