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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... reggendo un vassoio dal quale si espandeva l’aroma del caffè, non li destò. Molte volte aveva visto Mauro e Rossana, abbracciati, senza provare emozioni ma osservare il figlio dormire accanto a quella ragazzona dalle chiome somiglianti a grandi ali di corvo, avvertì un acuto senso di separazione. Si allontanò discreta accostando piano l’uscio di casa. CAPITOLO SESTO Il Bizza Silvia giunse in sede che Livio e Fabrizio stavano già conversando con Mauro. Poco dopo entrò Monica; sui trentacinque anni aveva corporatura brevilinea e robusta. I capelli dal tono rosso scuro, tenuti corti, le donavano un aspetto vivace e spigliato. Un minuto e giunse Franco; di media statura, quasi calvo e con l’aspetto di un cinquantenne, portava un pizzetto ben curato. Franco aveva appena salutato i presenti quando arrivò Stefano, un ragazzo longilineo con spalle ampie e lineamenti del volto straordinariamente simmetrici. I capelli biondi e gli occhi azzurri gli conferivano un aspetto nordico. Si presentò a Mauro con sorriso gioviale e salda stretta di mano. Raggiunse Silvia, le diede un rapido bacio sulla bocca e tornò a conversare con l’ospite. Mauro si sforzava di apparire interessato al colloquio ma lo faceva con metà cervello perché l’altra era presa a pensare se a proposito di quel ragazzo, alla cui prestanza fisica non poteva reggere, Silvia fosse stata veramente sincera. Comparve Arturo. Anch’egli sulla cinquantina era smilzo e di bassa statura. Aveva il volto stranamente paffuto, come ...
... quello di una persona che fosse in soprappeso di una ventina di chili. I suoi capelli grigi, ancora folti, contrastavano con gli stretti baffi curiosamente assai più scuri. Indossava una maglietta polo gialla, sulla quale era scritto, in colore verde, AMO LA BIO DIVERSITÀ. I pantaloni a pinocchietto facevano apparire le sue caviglie ancor più sottili di quel che fossero. Reggeva un libro e lo esponeva in bella vista come volesse farlo notare. Dopo il saluto all’ospite e le rispettive presentazioni, a Mauro non occorse molto per capire quanto avesse ragione Silvia, a proposito della sua petulanza. Stefano, sebbene smaniasse di tornare da Silvia, seguitò a trattenersi con Mauro per dovere di cortesia ma senza riuscire a spiccicare parola perché forse, per effetto del nuovo venuto, la loquacità d’Arturo era più traboccante del solito. Tentò lo sganciamento spostandosi di lato ma si sentì afferrare per un braccio. «Stefano», gli disse Arturo con una vocina talmente grattante da somigliare al raschiare di una lima «non aver fretta di svignartela. Silvia non te la frega nessuno. Guarda che cosa ho trovato alla fiera della cianfrusaglia, su una bancarella di libri usati? L’ho portato per fartelo leggere. É un classico della fantascienza. L’ha scritto John Wyndham, un maestro del genere. Narra dell’umanità, divenuta cieca a causa di una cometa passata vicinissima alla Terra, in balia di strani vegetali vaganti e dotati di un mortale aculeo. Stefano osservò il volume e lesse il titolo del ...