-
Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... romanzo: IL GIORNO DEI TRIFIDI. «Accattivante come titolo», commentò. «Pure coinvolgente come trama», chiosò Arturo «perché i pochi umani che per particolari circostanze non sono divenuti ciechi, tentano una strenua resistenza contro i vegetali assassini ma…» «Bizza è inutile che tu me lo dia da leggere se mi fai il riassunto da cima a fondo.» «Hai ragione. Scusami. Allora, raccontami, com’è andata con Silvia?» «Siamo usciti a mangiare la pizza.» «Potresti essere meno striminzito di particolari?» «Non c’è altro da sapere.» «Stefano non essere ingrato. Ti sei scordato di quante volte sia sgattaiolato, da questa stanza, portandomi dietro Monica e Franco per lasciarti a conversare con Silvia, solo soletto?» Il Bizzarri strizzò l’occhio all’amico e gli diede una spintarella. «Ci sei riuscito?» «A fare cosa?» «Stefano non fare il cascamorto: a baciarla no?» «Arturo dovremmo parlare di ben altre questioni. A Mauro non interessano i miei fatti personali.» «Che c’è di male se ascolta? Mica è la sua ragazza. Allora s’è fatta baciare o no?» «Sì.» «Donna baciata mezza trombata», asserì il Bizza col gesto di coprirsi la bocca in un atto di confidente complicità. «Non c’è proverbio che abbia il suo contrario, tranne questo. «Bravo il mio Stefano, però non avresti buttato un anno se questo passo lo avessi fatto qualche settimana dopo averla conosciuta.» Mauro si sentì attanagliare da una sensazione d’inganno. Stropicciandosi le mani alla Bruno Ape, il Bizza fece un sogghigno volpino. ...
... «In ogni modo, Stefano, me lo sentivo che alla fine ci saresti riuscito», sogghignò soddisfatto. «In verità non ci ha messo una gran passione nel bacio», ammise Stefano. Arturo posò la mano sulla spalla dell’amico e replicò: «Tante gocce fanno il mare», enunciò per tranquillizzare l’amico «ma ora cerca di mettere il pisello a prua e naviga col vento in poppa, perché le cose lunghe diventano serpi.» Stefano annuì, fece un risolino sommesso, poi si raccomandò che non andasse, subito, a spifferarlo ai quattro venti. «Nessuno si pentì mai d’aver taciuto. Lo conosci questo detto, esperto di saggezza popolare?» «Stefano, per chi mi hai preso?» «Per un chiacchierone.» «Ingrato, sei un ingrato!» Più in là Silvia annuiva al suo gruppo, come per concordare il loro scambio d’idee ma senza memorizzarne una parola perché la sua vera attenzione era diretta a percepire almeno il senso di qualche frase della conversazione che seguitava tra il Bizza e Stefano. Che parlassero di lei ne era certa perché li coglieva, sovente, rivolgerle rapide occhiate. Temeva di veder Mauro prendere l’uscio e andarsene. Trasse dalla borsetta il pacchetto delle sigarette e ne accese una. Avvertì un sapore strano nello stesso momento in cui Monica lo avvisava di averla accesa dalla parte del filtro. «Accidenti», fu costretta a risponderle «i filtri bianchi ingannano.» «Silvia mi sembri inquieta, distratta. Qualche problema?» «Ho la luna di traverso, stasera.» «Domenica scorsa siete usciti ancora insieme?» «Arturo ...