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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... gamba. È ancora attivo?» «Non saprei Livio», rispose Silvia «ma conosco Valeria Livi. È una ragazza del loro gruppo che si serve spesso nel mio negozio. Ho il numero del suo cellulare. Penserò io a informarla.» Gli amici finsero di non averla sentita. Livio richiamò l’attenzione di Mauro. «Lo conosci bene il tuo Sindaco?» «Abbastanza.» «Dovresti chiedergli di riceverci.» «Per quando?» «Non possiamo indicargli il giorno e l’ora ma se fosse di pomeriggio, oppure il lunedì o il venerdì mattina.» «Proverò.» «Bene, per stasera avremmo finito se non ci fossero altre proposte. Sollevate le sedie quando le rimetterete a posto.» Tornarono a radunarsi attorno alla scrivania per rivedere le foto. Monica, Arturo e Franco si dimostrarono affabili con Mauro. Silvia fu ignorata. Stefano tentò di concentrarsi nella lettura di un notiziario ecologico ma avvertiva un malessere così profondo che pareva mettergli radici eterne nell’animo. Arturo, nel vedere quanto il disinganno avesse stravolto il volto dell’amico, lo seguiva con la coda dell’occhio come volesse farsi carico di un po’ del suo sconforto. “Povero Stefano”, mormorò tra se. Riuscì persino a trasmettere un po’ di umorismo nero alla sua amarezza. “Amare e non essere ricambiato, è come pulirsi il cu.o senza aver ca..ato.” Poco dopo vide il ragazzo imboccare l’uscio stringendo i pugni in tasca. Si affrettò a seguirlo tallonato dappresso da Monica e Franco. Fabrizio affibbiò un calcio così violento al cestino della carta straccia da ...
... mandarlo a sbattere contro la parete di fronte. «Silvia, ognuno è libero della propria vita. Ci mancava fossi obbligata a fidanzarti con Stefano per compiacere i tuoi amici ma lui non solo ti adorava ma ti stimava e avresti dovuto farglielo capire in un altro modo. Così gli hai fatto cadere il mondo addosso, porca puttana!» Lei, che mai avrebbe immaginato come quel burlone di Fabrizio potesse assumere un piglio tanto severo, rimase a capo chino senza sapere come giustificarsi. Affacciatosi alla finestra Livio vide il gruppetto che parlottava accanto al portone. «Silvia, Stefano è ancora giù. Dovresti andare a parlargli. Forse si sentirebbe meno offeso se ti scusassi.» «Potrebbe sentirsi peggio», replicò Silvia. «Può darsi ma almeno gli dimostreresti rispetto.» «Livio non me la sento», rispose Silvia. Il suo volto rimandava il disagio interiore che avvertiva. «Dovresti sforzarti di farlo», le consigliò Mauro. «Livio ha ragione. Scendo con te.» Franco e Monica se n’erano andati quando Silvia e Mauro giunsero in strada. Stefano inforcò la bicicletta e salutò Arturo appena li vide. «Stefano aspettami», lo esortò Silvia. Fu costretta a corrergli dietro e chiamarlo più volte perché lui decidesse di rallentare. All’incrocio voltarono l’angolo, senza rivolgersi uno sguardo. Rimasto solo con Mauro, Arturo caricò d’ironia la sua voce asprigna. «Così, in qualsiasi modo finisca la faccenda della diga, hai sempre ottenuto.» Amareggiato, calciò un sassolino e borbottò: «Non siamo risentiti con ...