-
Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... te, intendi. Sicuramente sei un bravo ragazzo, magari migliore di Stefano ma la sorte, lasciamelo dire, qualche volta è una grandissima figlia di puttana. Tu prendi Stefano: è un anno che fa la corte a Silvia e nel momento in cui lei iniziava ad accettarla, paffete, sei arrivato tu e zacchete. Si può essere più iellati di così? Vedersi soffiare un pezzo di figliola come lei sotto il naso? Non ti offendere perché io sono per parlar chiaro. Oddio non voglio sostenere che tu sia brutto ma il confronto con Stefano non lo reggi. Valle a capire le donne. È proprio vero che l’amor non conosce misura», continuò Arturo facendo spallucce. Fissò ancora Mauro con quegli occhi dall’espressione eternamente intrigata per le faccende altrui e gli domandò: «Non per fare il ficcanaso ma com’è successo che vi siete invaghiti alla velocità della luce?» «Evidentemente è scattato qualcosa quando sabato scorso ci siamo conosciuti», ammise Mauro. «Poi Livio mi ha chiesto di fare il servizio fotografico in Valcorniola e Silvia sì è proposta di accompagnarmi.» «Ah ecco com’è andata! La Valcorniola ti ha fatto scorrere l’acqua per l’orto.» «Se vuoi metterla così.» Mauro portò la mano a tenersi il mento come per riflettere, poi rispose: «Ascolta, Arturo, capisco l’amarezza di Stefano ma che colpa ne ho?» «Nessuna ma lascia che ti dica un’ultima cosa: mai avrei pensato che Silvia si comportasse come stasera. Ora ti saluto e spero che con Stefano possiate diventare amici lo stesso. Non ti dico “in bocca ...
... al lupo” perché temo che mi risponda “crepi” ed io rispetto i lupi più di tante persone, e se non sei il tipo che usa espressioni come “da subito” o “al limite” può darsi che impari ad apprezzarti. Che tu sia una persona perbene ne sono quasi convinto perché hai una stretta di mano energica.» Arturo accennò un saluto, si allontanò col passo strascicato di chi rimuginava un fatto mal digerito. Silvia tornò a capo chino, il filtro bruciacchiato di una sigaretta tra le dita. Poco dopo era seduta nell’auto di Mauro, immobile, come se il senso di colpa che provava le impedisse persino di sfiorarlo. «Stefano ha detto che mi sono comportata come una… non ha pronunciato la parola ma l’ha pensato. Lui è un ragazzo leale, non dovevo comportarmi così. Sono stata una stronza. È vero Mauro?» Lui quasi si tratteneva dal respirare. «Mi sono comportata da stronza? Dimmelo Mauro!» «Silvia non ferirti più di tanto o fai sentire in colpa pure me.» «Invece voglio sapere come la pensi. Mi sono comportata da stronza? Dimmelo, cribbio!» «Un po’… beh, sì.» «Non lo avrei mortificato di fronte agli amici se non fosse stato per Linda. È una fraschetta, quella. Stava più accostata a te che al suo ragazzo. Ci stava provando, cribbio. L’ha fatto anche con Stefano ma lui stravedeva per me. Quella ci fa la collezione con i fidanzati. Ha da poco rotto col suo ex per mettersi con questo di stasera e già ti aveva messo gli occhi addosso. Non è cattiva, intendi, e ci sono poche persone che amano gli animali come ...