1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... arcipelago verde dei miei coglioni?» Tutti spensero le sigarette e la ragazza, arrossita per l’imbarazzo, ripose la gomma masticata in un fazzolettino di carta. Seguirono momenti di silenzio, rotto da colpi di tosse. Il Bizza si lasciò cadere sulla panca improvvisata, teatralmente affranto. Anche quella sera, al prezzo d’essere stato riconfermato “superrompicoglioni”, aveva riportato la sua dialettica vittoria. Sentì Monica che gli diceva: «Arturo non ti pare d’averlo mortificato troppo quel ragazzo, e la sua amica c’è rimasta male. Smettila di essere così intollerante. Tra loro ci sono giovani che ci credono davvero in certi valori. Non di vedere soltanto le loro contraddizioni.» Il Bizza guardò Monica con gli occhi ancora spiritati dai quali traspariva un’ombra di rammarico. Carlo Boncompagni disse, con saggio distacco dalla polemica: «Vorrei aggiungere qualcosa, se permettete.» «Prego vai avanti», lo sollecitò Livio. «Al mondo sono state costruite 40 mila dighe, superiori ai 15 metri di altezza. Finora, però, nessuno è riuscito a valutare i benefici effettivi che hanno portato e spesso le utilità sono state gonfiate esageratamente in fase di progettazione e finanziamento, mentre i costi di costruzione, calcolati grossolanamente, sono accresciuti a dismisura. Per non parlare poi dei problemi di sicurezza che le dighe mal costruite rappresentano. Inoltre gli invasi artificiali, interrompendo il naturale scorrimento delle acque, impediscono a fanghi e ghiaie di giungere al ...
    ... mare e la riduzione d’apporto di questi materiali favorisce l’erosione delle coste, compreso l’aumento della salinità in corrispondenza delle foci cagionato da un minore afflusso d’acqua dolce. È un pericoloso irresponsabile chi sostiene che ogni metro cubo d’acqua dolce giunto al mare sia una ricchezza sprecata. Insomma la costruzione di una diga è un vero e proprio shock ecologico, un atto criminogeno nei confronti della natura.» «Amen!» sentenziò il Bizza. «Quando capiremo che l’unico modo di rispettare l’ambiente è di lasciare che la natura faccia il suo corso?» «Dovremmo non esistere», ironizzò Livio. «Un invaso», seguitò Carlo riprendendo il suo ragionamento «potendo essere usato come regolatore di piene, impedirà lo straripamento del fiume a valle. Questo può sembrare un bene ma col passare degli anni la sua funzione si rivelerà più dannosa di un allagamento. Le terre alluvionali di pianura, maggiormente coltivate, non riceveranno più il deposito del limo, ottimo fertilizzante naturale trasportato dalle piene e avranno sempre più necessità di concimi chimici che daranno la possibilità di sfruttare la terra fino all’inverosimile facendola divenire più sterile della sabbia del deserto. Inoltre l’alveo del fiume, ricevendo quantità d’acque regolate, sarà soffocato dalla vegetazione delle sponde perché mancherà la funzione naturale di ripulitura delle grosse portate periodiche. Occorrerà perciò l’intervento dell’uomo che, per risparmiare tempo e manodopera, non sfoltirà ...
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