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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... precisò Ridolfi. L’assemblea convenne che facesse parte della delegazione un numero ristretto di persone: Livio, Fabrizio, Dino Danesi e Mauro. Subito dopo Arturo spronò ancora Linda a fare conoscenza con Carlo. «Mamma mia quanto sei impiccione, Bizza. Ti sei messo a fare il mezzano?» «Quale mezzano d’Egitto. Voglio soltanto aiutarti. Potresti chiedere a Carlo quali uccelli lacustri s’insedierebbero sul lago se facessero la diga. Un’appassionata ornitologa come te potrebbe ricevere informazioni interessanti.» «Bizza c’è qualcosa di provocatorio in quel che hai detto?» «Lungi da me l’idea di sottintendere. Volevo spronarti ad attaccare bottone. L’eloquenza non ti manca.» «Arturo ho già il ragazzo.» «Quello dell’altra sera? Mah! Non è il tuo tipo. A te piacerebbe Mauro ma lui è già proprietà privata. Lo conosci, Linda, quel proverbio che dice: non entrare tra fuso e rocca se non vuoi essere filato?» «Bizza», replicò Linda, infastidita: «che accidenti vuoi ancora intendere?» «Che rischi di rimediare una scarica di botte da Silvia se insisti. Occhio che lei te le suona davvero.» Mentre Arturo cercava di convincere l’amica a desistere d’avere contatti privati con Mauro, Fabrizio disse ai presenti: «Ora abbiamo un pittore tra le nostre file e se lunedì avanzerà tempo, andremo a vedere i suoi dipinti. Poiché molti si voltarono per indirizzare compiacenti sorrisi all’ospite, Silvia si affrettò a tenerlo sottobraccio perché tutti sapessero del loro fidanzamento. «Mauro, posso ...
... chiederti una cosa?» disse Arturo che aveva gli occhi intrigati dal pensiero di quel che stava per domandargli. «Hai mai lasciato una tela in bianco, dopo avere pensato di dipingerci che so, una natura morta, un nudo, un paesaggio?» «Intendi dire che sia il pensiero creativo a essere importante piuttosto che la realizzazione dell’opera stessa?» argomentò Mauro. «Accipicchia come sei perspicace!» esclamò Arturo, stupito. «No non mi è mai capitato», rispose Mauro, quindi riprese ad argomentare: «Poni il caso che volessi usare un foglio da disegno bianco per farti il ritratto, però mi limitassi a osservarti senza eseguire un solo puntino sulla carta, poi mi accontentassi di compiacermi soltanto al pensiero di averti ritratto, quindi esponessi il foglio nella mia bottega, che cosa vedrebbero i miei clienti, Arturo?» «Un cazzo, piuttosto che la faccia di un rompipalle», anticipò Fabrizio provocando generale ilarità. Vide il Bizza mugugnare con l’espressione di chi cercava una replica senza riuscire a trovarla. «E non divaghiamo con altre scemenze contorte.» «Possiamo terminare se non ci sono altri interventi», propose Livio. Fabrizio Ridolfi fu eletto portavoce del comitato, all’unanimità. Seguì la costituzione di un gruppo di lavoro formato da Livio, Fabrizio, Mauro e Danesi. Nella stanza si levò il rumore raschiante della gente che spostava le sedie per alzarsi e quello del parlottio d’ogni fine riunione. «Mi raccomando, fate meno rumore possibile», avvertì gli ospiti Franco «o ...