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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... incoscienti», li ammonì la Bartolini. «È troppo rischioso.» «Federica e Monica hanno ragione», intervenne Franco. «Lo riferirò a Livio e Fabrizio. Avvertirò anche i tuoi genitori, Stefano», minacciò Monica. Stefano lanciò un cenno d’intesa al Gori e a Dino. Poi fece un gesto rassicurante alle amiche. «D’accordo, andremo per accertarci che ci sia lo spiazzo. Ci limiteremo a filmare le tracce dei combattimenti, per documentare la denuncia, se lo trovassimo. «Non quel sabato», li redarguì Federica. «Stai tranquilla, a pensarci bene era un’idea bislacca», la rassicurò Stefano. Arturo, che non poteva trattenersi dal recarsi a curiosare, si era approssimato al gruppo e ascoltava la conversazione con la stessa avidità di un orso che depreda il miele da un alveare. «Posso domandare il motivo della vostra serrata conversazione?» chiese. «No», rispose Stefano infastidito. «Nemmeno una domanda si può fare e che diamine!» Stefano pensò che allontanarsi fosse la soluzione più saggia piuttosto che iniziare una polemica interminabile ma senza evitare che Arturo lo tallonasse d’appresso. «Stefano dove vai?» «A fare una camminata. Hai presente un piede davanti l’altro molte volte di seguito?» «Ti accompagno?» «Per carità! Diverresti più fastidioso del prurito tra le scapole.» «Stefano non è giusto che tu sia tanto acido con me. Ti sono stato sempre alleato. Ho condiviso le tue sofferenze quando è accaduto il fattaccio.» «Bizza», insorse Stefano stringendo le mani a pugno per reprimere un’ira ...
... che traboccava da ogni poro della sua pelle «smettila di tornarci sopra porca puttana!» «Nossignore», ribatté Arturo. «Sono stato io ad accorgermi di quel che accadeva alle tue spalle o forse stai pensando che sarebbe stato meglio non sapere perché se il tuo occhio non vedeva il cuore non ti doleva? Ma avresti rimandato la conoscenza della verità solo di poco e sarebbe stata più sconvolgente. Così ti sei cavato subito il dente.» «Ascolta Bizza te lo farò saltare io un dente se non ti togli di torno. L’attitudine a rompere le scatole tu lo hai scolpito nel DNA.» «Sai come si chiami il DNA?ۚ» gli domandò Arturo come fosse iniziato un altro motivo di conversazione in quell’istante. «Non me ne frega un cazzo come si chiami!» «Invece te lo dico lo stesso! Si chiama acido disossiribonucleico.» «Se non chiudi quella boccaccia infernale, rimarrai soltanto con il ribonucleico perché penserò io a disossarti quella testaccia che ti ritrovi appiccicata al collo.» Stefano si allontanò a lunghe falcate ma non poté evitare di sentire Arturo snocciolare un adagio. «Chi ha tempo non attenda tempo perché chi tempo attende tempo perde e tu hai menato troppo il can per l’aia. Stefano», aggiunse il Bizza amareggiato «ti auguro che il tempo possa curare ciò che la tua ragione non vuol sanare.» Senza aggiungere altro ma con la bocca ancora in movimento, come un pesce boccheggiante fuori dell’acqua, rimase a fissare l’amico mentre si allontanava frettolosamente. Seguitò a guardarlo finché scomparve ...