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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... Forse potrei ritardare un po’. Un bambino ha compiuto gli anni e tra poco taglieranno la torta. Conosco i suoi genitori. Non posso assentarmi subito.» Silvia percepì un lungo sospiro. «Mauro?» «Silvia ho i palmi sudati. Mi vergognerei se stringessi la mano ai tuoi ma se ci fossi tu.» «Asciugali prima di entrare in casa.» «Preferisco fare un giro qui attorno. Avvisami quando stai per arrivare.» «Mauro ascolta, telefono a mia sorella e le dico di scendere per accompagnarti di sopra. Curiosa com’è di conoscerti non si sarà mossa di casa.» «Capirebbero tutti che mi vergogno e non voglio fare la figura dell’imbranato.» «Allora sali cribbio! Ora ti lascio. Sofia mi sta tirando un braccio. Ah, se Drillo ti… insomma se ti monta hai superato la prova simpatia.» «Chi è Drillo?» «È il mio cane, un piccolo meticcio che ho adottato. Lo abbiamo chiamato Drillo perché è il diminutivo di mandrillo.» Attese la risposta. «Mauro?» Silenzio. «Mauro?» «Silvia, un’auto della polizia s’è accostata alla mia macchina. Stanno scendendo due agenti. Pare vogliano parlarmi. Devo riattaccare.» Silvia fece il numero di casa col cuore in gola. Avvertì la voce di sua sorella. «Patry è in casa il babbo?» «Lo sai che nemmeno bruciasse il palazzo si spoltronirebbe di domenica.» «Passamelo sbrigati!» «Babbo ti vuole Silvia. Calimero che t’è successo?» «Niente Patr… babbo?» «Se ghè Silvia?» «Devi scendere in strada o la polizia potrebbe portare Mauro in questura.» Intanto Patrizia era corsa sul terrazzo. ...
... «Sant’Iddio Riccardo», domandò Tiziana poggiandosi una mano sul cuore «che cosa sta accadendo?» Il marito le fece cenno di tacere per capire quel che Silvia avesse ancora da spiegargli. «Mauro era giunto in anticipo e attendeva in macchina che tornassi perché si vergognava a salire. Mi stava telefonando quando un’auto della polizia s’è fermata vicino alla sua. Forse vorranno identificarlo perché non lo avranno mai visto dalle nostre parti.» «Babbo giù in strada ci sono due poliziotti che parlano con un ragazzo», lo avvertì Patrizia. «Silvia ascoltami bene: facciamo i conti appena torni se ti sei messa con un balordo.» «Babbo che stai dicendo, cribbio! Sta succedendo un equivoco. Corri giù a chiarire come stiano le cose.» Seguito dagli sguardi inquieti della famiglia e, preoccupato per non sapere che dire agli agenti, Riccardo si affrettò a scendere ma giunto di fronte ai poliziotti disse la cosa più ovvia: «Mauro c’è qualche problema?» Intimorito dallo scrupoloso controllo dei documenti, lui nemmeno si era accorto di dove fosse sbucato quell’uomo alto, ben piantato, mezzo calvo e dagli occhi cerulei. Immaginatosi poi che altro non fosse se non il padre di Silvia, cercò di salutarlo spontaneamente. «Buonasera signor Riccardo.» Uno degli agenti, che spesso si recava con la moglie a fare acquisti ai CIEFFE, salutò toccandosi la visiera. «Signor Colombo conosce questa persona?» «È il ragazzo di mia figlia.» «Tutto a posto», rispose il poliziotto rivolgendogli un cortese sorriso «normale ...