1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... pensare a un fiocco di zucchero filato. «Mauro accomodati. Sono Tiziana la mamma di Silvia.» Lui si ritrovò a salutare un’altra Silvia, gli stessi occhi scuri, i capelli bruni, la voce armoniosa e il sorriso luminoso ma più bassa di almeno dieci centimetri e col viso che iniziava a essere segnato dall’età. «Silvia le somiglia moltissimo signora», riuscì a dirle con un tono saldo. Avvertendo d’avere il palmo asciutto, le porse la mano con naturalezza. Il sorriso cordiale che la donna gli indirizzava, con l’aria d’avere apprezzato il complimento, lo fece sentire quasi a suo agio. Vide sbucare un cagnolino, abbrancargli una gamba e iniziare a muovere velocemente i lombi col roseo pistolino sguainato. Tentò qualche movimento per scrollarselo di dosso senza riuscirci. Con gli occhietti sporgenti dalle orbite, la bestiola seguitò ad avvinghiare la gamba all’ospite e pareva volesse dirgli: “Ti piace eh? E questo è il primo assaggio.” Tiziana si chinò per allontanare il cane ma esso ringhiò costringendola a desistere. «Drillo smettila!» gridò. «Riccardo così non l’aveva mai fatto.» Suo marito, che si sforzava di rimanere serio, abbrancò il cane e lo prese in braccio. La bestiola si divincolò mostrando i dentini aguzzi ma si calmò di botto quando vide la grossa mano del padrone sollevarsi. Sniffò l’aria per annusare il nuovo arrivato, le orecchie dritte come punte di lance e il tartufo brillante di sana umidità. A Tiziana presero fuoco le gote quando si accorse che i pantaloni ...
    ... dell’ospite erano bagnati di pipì. Corse in cucina e tornò con alcuni fogli di carta assorbente e un panno inumidito. «Mauro, scusaci. A questo diavoletto, ogni tanto, prendono le frenesie.» «Ogni tanto?» ridacchiò la signora anziana. «Invece che con le crocchètte pare lo alimentino col viagra.» Mauro si ritrasse quando Tiziana fece la mossa di chinarsi. «Faccio io. Lasci stare, signora.» Spero non rimangano macchiati.» «Sono soltanto poche gocce di pipì.» Il disagio che Mauro leggeva negli occhi di tutti ebbe il merito di smorzare il suo. «Silvia mi aveva avvertito che se Drillo lo avesse fatto avrei superato la prova simpatia.» Notò i Colombo azzardare misurati sorrisi. «Io sono Patrizia, la sorella di Silvia e lui è Sergio, il mio fidanzato.» «Vi prego rimanete seduti», disse Mauro porgendo loro la mano. Quella bella signora lì è nonna Martina», aggiunse Patrizia. «Bela come l’cul de la padela», rispose l’anziana mostrando una dentiera perfetta. Al ma tuca sta anca a sedé insci, perché i pultrun, al ma fan mal ai oss. Al sun cunsciada propi bén giuinott.» «Nonna, non parlare in dialetto lombardo, altrimenti Mauro non ti capisce», si raccomandò la nipote. «La capisco, Patrizia, non preoccuparti.» Mauro si approssimò all’attempata signora, dall’aspetto così esile da fargli immaginare che sarebbe bastata una folata di brezza per soffiarla in cielo, e le porse la mano. «Io la trovo in forma signora Martina.» «Va là, che a l’è minga vera. La veciaia a l’è una brüta bèstia e ghè nient ...
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