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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... rossa e il ciuccio in bocca. Aveva lo sguardo fiero e gli occhi che bucavano come spilli tanto erano neri. Portava sempre lo stesso giocattolo. Era uno di quei cosini di plastica che si trasformavano in mostri e razzi. Rammento che una volta le feci prendere una ripicca che non ti dico. Le tolsi il ciuccio di bocca dicendole che lo avrei dato al gatto. Non l’avessi mai fatto. Arrabbiata incominciò a buttarmi per terra la frutta. Insomma mi toccò ridarglielo o mi avrebbe messo sottosopra la bottega.» La fruttivendola riprese lo spazzolone e si appoggiò al manico con l’espressione di chi aveva nostalgia non di grandi avvenimenti ma dei piccoli fatti che rendevano tanto figurati i ricordi, quanto venato di tristezza il pensiero della vita che scorreva. «Come fugge il tempo. Mi pare ieri che Silvia si alzava sulla punta delle scarpine per vedere che frutta ci fosse nelle cassette più alte. Ora nemmeno le arrivo alle spalle. Mauro da quanto tempo sei fidanzato con Silvia? Quella birbona non me lo aveva riferito.» «Ci scusi Signora Erminia ma dobbiamo andare», le disse Riccardo schiarendosi la voce. «Certo, certo e scusatemi per quel che ho combinato.» «Non ci pensi. A proposito come sta suo marito?» «Con le nuove medicine che gli hanno prescritto, sembra che la malattia non progredisca ma la sclerosi a placche è una brutta bestia.» «Lo so signora Erminia. Me lo saluti e gli porga tanti auguri.» «Riferirò e lei rammenti a Silvia di fermarsi qualche volta perché troppo spesso mi ...
... saluta di fretta e corre via.» Mentre attraversavano la strada, Riccardo disse a Mauro: «Non ha potuto avere figli perciò s’è affezionata ai miei come fosse una zia. Ha un grande spirito quella donna. Suo marito è infermo perciò ha dovuto mettere la badante e tirare avanti il negozio da sola. Quante croci si scoprono a questo mondo, eh?» Casa Colombo Pronunciato un timido permesso, Mauro entrò in un ampio soggiorno nel quale troneggiava un tavolo circolare, in noce massello, contornato da sedie massicce. Nell’angolo, adibito a salotto, dominava una libreria nella quale era inserito uno scrittoio che sorreggeva il monitor di un Personal Computer. Uno spazioso divano ad angolo abbinava due poltrone di stoffa color caffellatte. Un televisore a schermo panoramico era piazzato in un angolo. Appesi alle pareti c’erano quadri realizzati da mani diverse. Da una porta socchiusa s’intravedevano le sagome d’alcuni elettrodomestici e lo spicchio di un tavolo ricoperto con una tovaglia dai motivi floreali. Sul divano sedeva una ragazza. Come tutte le giovani donne con qualche chilo di troppo, aveva la pelle del viso tanto liscia da sembrare levigata. I capelli bruni, di taglio corto, accentuavano la rotondità del suo volto. Un ragazzo robusto, rossiccio di capelli e lo sguardo bonaccione le sedeva accanto. Di fronte a loro, in una poltroncina di vimini, resa un po’ soffice da un cuscino a fiori, sedeva una signora magra e attempata. I capelli chiarissimi, ancora folti della donna, facevano ...