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Il bastone e la carota
Data: 20/11/2020, Categorie: Etero Autore: Bastino9
... amichevole. Cercavo in tutti i modi di essere convincente perché le mie scuse erano sincere. I lavori si sono protratti per oltre tre settimane ed i nostri rapporti sono via via sempre migliorati ma non divenuti mai amichevoli solo soddisfacenti. Ora quando pensavo a Pheello facevo fatica ad ammettere con me stessa che quell’uomo non mi lasciava indifferente, c’era qualche cosa in lui che mi intrigava e più di una volta ho avuto qualche leggera contrazione uterina. I lavori ormai erano alla fine e volevo vedere come si fosse trasformato il negozio e l’annesso appartamento. Quella sera, quindi, convinta di essere sola, entrai e guardai intorno: mi piaceva; la ristrutturazione dell’appartamento era già completata ed era abitabile perciò colsi l’occasione per godermi un bel bagno. Ero in vasca quando sentii un tramestio di passi di una persona che veniva verso il bagno, spaventata cominciai a gridare chi è? chi è?? sono Pheello mi rassicurò: ero rimasto da solo in cantiere per fare dei rilievi e così dicendo spalancò la porta del bagno e mi vide nuda nella vasca. Non ti preoccupare che non ti succederà nulla perché non mi interessi e perciò non sarò io a cercarti ma sarai tu che striscerai fino a me, furiosa gli sibilai: senti ma tu chi ti credi di essere? Pallone gonfiato! Si fermò e giratosi venne da me, le sue mani afferrarono entrambe le mie mammelle le strinse con forza, Ahi!!!! che male, Ahi!!!che male!!!le lasciò per poi schiaffeggiarle ripetutamente ed infine ...
... stringerle di nuovo con forza; il grido di dolore mi si spezzò in gola. Sarai tu ad offrirti a me perché io ho quello che tu vuoi cagna!; ciò detto se ne andò via. Sconvolta affondai di nuovo nella vasca e cominciai a masturbarmi con impeto tanto da godere due volte. Da quella volta non vidi più Pheello per più di due settimane alle mie domande i suoi operai erano vaghi e mi riferivano che era impegnato in altri cantieri. Quella bestia mi mancava, lo volevo rivedere, volevo averlo vicino, lo volevo ormai avevo ammesso a me stessa che sentivo la sua mancanza avevo voglia di lui e per quella voglia mi masturbavo quasi tutti i giorni. Un pomeriggio avevo visto parcheggiata la sua moto e arrivai trafelata in negozio: non c’era, uscii fuori ma la moto era sparita; corsi di nuovo dentro e chiesi: dov’è l’architetto? è andato via e quando torna? questa sera non torna più e domani torna? no domani no forse venerdì. Bastardo! continuavo a desiderarlo, cominciai a tempestarlo di telefonate tutte senza risposta. Venerdì rimasi sul cantiere tutto il giorno senza mai muovermi e quando avevo perso le speranze di rivederlo sentii il rombo della sua moto e la chiave nella toppa eccitata corsi alla porta e me lo trovai dinanzi: finalmente ci sei! soffiai buttandogli le braccia al collo. Mi respinse e guardandomi mi disse: sei una cagna in calore! Si,Si !! sono una cagna in calore e tu mi vuoi?! vedi sto strisciando per averti guardami! tu non mi avrai, sarò io, se mai, ad averti ma non ti voglio hai ...