1. Routine.


    Data: 24/11/2020, Categorie: pulp, Autore: Sybelle.

    ... seconda del punto di vista. "Se un pericolo nell'immediato non è, attenzione prestaci ma inutile dannarsi risulta." Questa e altre perle di saggezza spicciola le sentiva, nella sua testa, pronunciate da Yoda. Il perché non lo saprebbe dire, anche perché a lei, Guerre Stellari e tutta la fantascienza, avevano fatto sempre abbastanza schifo. Gli scherzi del destino. Son passati lunghi, lunghissimi minuti tra il calare del silenzio e il borbottare che giunge dal bozzolo, seguiti da alcuni colpi di tosse. Pochi, seguiti da un nuovo borbottio. Buon segno. Sono ormai almeno otto notti che lo lascia dormire nel suo rifugio ma, dopo tutto quel tempo passato a diffidare del prossimo, fatica ancora a considerarlo qualcuno di cui potersi fidare. Gli si accovaccia accanto e lo osserva, strizzando gli occhi azzurri per poterlo metter a fuoco. Barba incolta, capelli lunghi, viso segnato da rughe. Non gli ha chiesto quanti anni ha, ma ad occhio e croce gliene darebbe una decina più dei suoi. Tra i quaranta e i cinquanta. In un'altra epoca non l'avrebbe degnato di uno sguardo. Ma non è più quell'epoca, non è più quel mondo, non è più quella donna. Non avrebbe mai mangiato delle trippe prima di tutto questo, eppure quando ha trovato delle scatolette e le ha mangiate, è scoppiata a piangere. Gli carezza i capelli con una delicatezza che, in quel contesto, risulta esser a dir poco fuori luogo. Assorta, quasi non si rende conto che l'uomo ha aperto gli occhi e sta ricambiando il suo sguardo, ...
    ... ed il sorriso. Non gli parla, ma quando lui le carezza la guancia col dorso della mano, si china ulteriormente, posando le labbra sulle sue. Pelle ruvida, alito di chi s'è appena svegliato, ma non le importa, anche lei di sicuro non profuma di pesca. Nel silenzio, il suono della cerniera del sacco a pelo sembra il sibilo di un rettile gigantesco. Il silenzio. Con l'assenza dell'elettricità, è stata una delle cose alle quali ha fatto maggiormente fatto fatica ad abituarsi. Basta musica, basta vociare, basta traffico, basta tutto. Spogliatasi, senza dir nulla, gli si stende accanto, stringendosi contro il suo corpo, pelle contro pelle. Con la coscia, sente la sua eccitazione crescere. Vieni qua. Sono le uniche parole che si scambiano, e le pronuncia con un filo di voce, voce che fatica a sentire come sua. Si sente come se fosse invecchiata di dieci anni, anni passati a fumare. Stesa spalle a terra, sente il peso del suo corpo contro il proprio, la sua virilità contro la sua intimità. Nessun preliminare, se non i baci scambiati poco prima. Lo guida, accogliendolo dentro se. Avvinghiata a lui con braccia e gambe, sospira ai suoi primi movimenti, indelicati, bruschi. Le fa male, ma non le importa. È stata sola per troppo tempo. Lo stringe a se con le braccia, affondando le unghie nella sua pelle, graffiandogli la schiena prima, mordendogli la spalla quando lui si stende completamente su di lei. Lo sente ansimare contro il suo orecchio e, d'istinto, ad ogni sua spinta ansima anche ...