1. Un giorno di ordinaria pazzia.


    Data: 26/11/2020, Categorie: Etero Autore: Tibet

    Beh... folli lo siamo, no? Sempre, ma quel giorno più degli altri. Ricordi? A che ora iniziammo? Appena esci dal bagno... Ti ho preso forte, spinta contro il muro e lì in piedi.. mentre ti baciavo, mentre ti mangiavo la bocca, mentre bevevo i tuoi gemiti, giocavo con la tua fica già grondante, la mano bagnata di te. Quante volte ho assaporato dalla tua bocca le urla del tuo orgasmo? Non ricordi? Minimizzi sempre. Te lo dico io... Molte volte... molte! Io pazzo di te! Che non potevo... non riuscivo a smettere e seguitavo... seguitavo! Poi... rovesciarti sul letto sfatto e allargarti a forza le gambe e baciartela a lungo... a lungo e godere come miei i tuoi orgasmi ripetuti, strizzare il tuo clitoride fra le labbra, mordertelo piano, leccarti ancora piano e poi forte e poi forsennatamente... da pazzo e poi ancora piano... E ignorare la tua preghiera di smettere. Di cessare quella feroce tortura che era diventata la mia lingua. E prenderti... sempre a lungo... a lungo... Sentire le tue gambe tremare mentre sono sulle mie spalle, quel tremito che ti sfianca, che ti esaurisce. Mi piace sfinirti. Che ora era quando ti dissi vestiamoci ed usciamo? Usiamo l'orologio? O viviamo il tempo? Senza lavarci. Io che sapevo di te. Mettiti le palline... mettitele in fica... fallo... Vieni, te le metto io. Devo bagnarle di saliva... sono grosse, enormi, entrano a fatica anche se sei una fontana. Tre... sono tre. Tiro il laccetto che le tiene unite e ti piace... ti inarchi. No... basta! ...
    ... Usciamo. Cammini strano. Ah... ma come stai camminando? Stai zitto... porco che sei! Nel taxi accavalli le gambe... strofini. Appoggi la bocca al mio orecchio. Le sento... cazzo se le sento... basterebbe premere le dita... e godo... porco... porco... Fallo! Smorzi le tue urla mordendoti le labbra. Che fai? Speri che il tassista ti veda godere? La tua bocca aperta che ansima? Che vuoi... puttana che sei? Arriviamo... hai perso l'occasione. Piazza Bra. Il fermarsi davanti al negozio di intimo? Dai entriamo... giochiamo un pochino, guarda che bella ragazza la commessa, dai... la mettiamo in imbarazzo, proviamo dell'intimo e glielo ritorniamo che sa della tua fica, bagnato, dai... che ti tiro lo spaghetto e ti faccio godere, dai... facciamolo. Non vuoi. Hai ragione... stanno chiudendo, è una forma di rispetto, lavorano loro. Povera Giulietta... dici. Che centra Giulietta? Ah... la tomba! Ma è fittizia! Falsa. Farlocca. Giulietta non è mai esistita! Giuri che non è così? Ah... sei più pazza di me. Sai dove ti porto? Non lo immagini? Dai dammi la mano... ma come cammini? Sul sagrato... ti impunti, sembri un mulo testardo... ti devo tirare dentro a forza. Ancora la chiesa... si... si... ancora. Giriamo tutta la navata... il solito cancello della cappella in restauro permetterebbe di entrarci come l'altra volta. Dai... dai... lo voglio fare. Ma che vuole questo? Uno strano non ti toglie gli occhi di dosso, ha una guida in mano... ma guarda te.. Ancora? Ancora uno? Cazzo! Che rottura. Il tuo ...
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