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Un gioco a tre
Data: 26/11/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: nicoleice
Dove si trovava?Il cellulare era sul cuscino accanto alla sua testa, 6:20..per fortuna il suo orologio biologico l'aveva fatta svegliare, o avrebbe rischiato di far tardi a lavoro, ma dove era?Il letto non era il suo, la casa non era la sua. Il suo cervello confuso stava cercando di farsi strada in una nebbia di ricordi, le pulsava la testa.Era uscita per l'aperitivo con la sua amica Hachi, dei ragazzi carini gli avevano offerto un paio di negroni sbagliati. Poi erano andate al ristorante giapponese, ricordava di aver bevuto una bottiglia di buon vino e quel gelato alla grappa. Poi erano andate in un locale, un'altra bottiglia di vino e un paio di shottini..e poi? Non ricordava nulla.Sentiva la presenza di qualcun altro nel letto oltre a lei, aveva paura di girarsi, non sapeva chi poteva trovarci.Sentiva le lenzuola accarezzare il suo corpo nudo e bollente, si doveva essere divertita.Un po' di coraggio e riusci a voltarsi, non poteva credere a ciò che vedevano i suoi occhi..la sua amica era stesa accanto a lei, i lunghi capelli neri arruffati sul cuscino, il suo corpicino nudo solo in parte coperto dal lenzuolo.Il cuore prese a batterle velocemente, doveva alzarsi e vestirsi, ma cosa più importante, doveva capire dove erano, non era nemmeno la casa della sua amica.Appese alla spalliera del letto c'erano le sue mutandine, le infila velocemente, per terra il suo vestitino in pizzo..dove fossero finite calze, scarpe e reggiseno rimaneva un mistero.In punta di piedi esce dalla ...
... stanza, era un appartamento che non aveva mai visto, sicuramente l'appartamento di un uomo: quello sottile strato di polvere, la confusione, l'odore di dopobarba..ma nell'aria c'era anche un'altro odore..caffè.Percorrendo uno stretto corridoio si ritrovo in un'altra stanza, il salotto. C'erano le sue scarpe e le calze sul divano, una bottiglia di vino e 3 bicchieri..Si ricordava di aver brindato in quel salotto, di aver iniziato a giocare ad obbligo e verità e mano a mano che le verità non potevano essere svelate i vestiti scivolavano lontani. Aveva baciato la sua amica per penitenza, si erano messe a ridere..poi nulla."Vi siete svegliate..eravate così carine mentre dormivate tenendovi per mano.." conosceva quella voce, era una voce che sentiva tutti i giorni 8 ore al giorno..era la voce del suo collega.Doveva essere impallidita perchè le girava la testa..che ci faceva nuda nel letto a casa di Giorgio con la sua amica?"Buon..buongiorno..cosa ci faccio qui?""Non ti ricordi?! Si, effettivamente eravate molto brille..." la voce roca da anni di troppo fumo, gli occhi azzurri penetranti la mettevano sempre in soggezione "ma mi spiace che non ti ricordi la nostra nottata"Lui inizia ad avvicinarsi, lei non può fare a meno di indietreggiare."Tranquilla, volevo solo darti il caffè""G-grazie.."Si siedono sul divano, lui la scruta con un sorrisetto beffardo. Quel vestito in pizzo era perfetto per andare a uomini, corto, trasparente..un paio di tacchi molto alti completavano l'effetto, ma ...