1. Pazza o...


    Data: 30/11/2020, Categorie: Etero Autore: belisario

    Ci sono alcune ragazze a cui, se si vogliono evitare complicazioni, &egrave meglio non avvicinarsi neanche con un bastone lungo 2 metri. A 25 anni, però, ero ancora decisamente inesperto in materia e la cosa non mi era ben chiara. Il che &egrave un bene, altrimenti avrei perso una delle più sconclusionate esperienze della mia vita. E ovviamente non potrei raccontarvela.Avevo conosciuto Teresa durante un esame. Lei, due anni più grande di me, fuoricorso, aveva passato 2 ore a vomitarmi addosso la sua insicurezza, la sua vita, i suoi desideri e le sue paure, mentre io avrei voluto solamente ripassare prima dell'orale.Per carità, carina. Atletica, di una magrezza decisamente nervosa come il suo carattere. Un naso allungato, apice di un volto spigoloso da diva anni 70, incorniciato da corti ricci castano scuro. Le gambe, lunghe e tornite nelle calze scure che continuava ad accavallare, decisamente il punto forte che, complice la scarpa tacco 9, facevano dimenticare la piattezza assoluta di seno. Però troppe, troppe parole, così, complice anche l'essere fidanzato, avevo svicolato l'invito a prendere un caff&egrave insieme e, finita l'interrogazione, mi ero eclissato convinto di non vederla mai più. E per un annetto buono la mia previsione si era rivelata esatta.Poi il caso ci aveva fatto reincontrare.Se vi trovaste in un ospedale universitario e vedeste muoversi per i corridoi, a passo sostenuto, un branco di ragazzi e ragazze in camici bianchi immacolati, con piccoli blocchi di ...
    ... appunti in mano, sapreste di aver trovato degli studenti. Se però questi stessi ragazzi avessero la faccia spaurita e si aggirassero come anime in pena, allora sareste di fronte ai loro fratelli maggiori. Costretti a 3 mesi di tirocinio post laurea per avere l'abilitazione, considerati del tutto inutili nei reparti in cui si trovassero a passare e quindi trattati alla stregua di paria, questi poveri tapini sono abbandonati a loro stessi, alla ricerca di uno scopo che non sia solo quello di raccogliere le firme necessarie.E io proprio in quella condizione mi trovavo, in attesa di parlare con la terza segretaria della giornata, quando sentii due braccia stringermi e un corpo caldo abbracciarmi alle spalle. Diciamo che tutto iniziò veramente così"Ciaooooooooo! Finalmente ti ho ritrovato! Adesso non mi scappi più"Divincolandomi dall'abbraccio, mentre tutto il corridoio si fermava a guardarci neanche fossimo la scena di un film, mi trovai davanti proprio quei ricci e quel naso, questa volta a contornare un sorriso decisamente troppo largo per sembrare sano."Ehm, ciao ( vuoto assoluto per il nome... cerco di leggere il cartellino ) quanto tempo! Come va?""Benissimoooo!" altro sorriso inquietante "Adesso benissimo!" mi prese la mano, mi tirò a se e mi abbracciò nuovamente. Meno male che era più bassa, altrimenti mi avrebbe stritolato. Cercai di divincolarmi"Che ci fai da ste parti?" che domanda idiota, cosa vuoi che ci faccia uno studente di medicina in un ospedale?La porta davanti a ...
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