1. Educazione anale femminile.


    Data: 03/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: RedTales

    ... faceva resistenza ma, sotto la delicata pressione si aprì di quel tanto che lo fece passare senza dolore. Benissimo, stava andando tutto come voleva. Quel pennarello era più o meno grosso come l'indice di Sergio ma non le aveva fatto male. Adesso voleva provare con la colla stick. Era più grossa di quasi un centimetro. Ricoprì anche questa di crema e provò ad infilarla. Questa volta il buchetto non voleva saperne di farla entrare. Ben appoggiata e a gambe divaricate, per diversi minuti continuò a premere, ma sentiva benissimo che non cedeva e, se aumentava la pressione, le faceva male. Quando era quasi scoraggiata si sentì aprire dall'interno e il tubo si fece strada. Un pochino di male le faceva, ma poco. Sprofondò quasi tutto. Sentiva benissimo che quell'oggetto le teneva aperto il culo che avrebbe voluto richiudersi. “Così si abitua a restare aperto” pensò, lasciandolo li dentro per molti minuti prima di cominciare a farlo scorrere senza estrarlo del tutto. Quando lo sfilò percepì benissimo la quasi istantanea chiusura dello sfintere. Provò a spingerlo nuovamente ma incontrò una decisa resistenza. Avrebbe voluto continuare ma a casa c'era troppo movimento e decise di riprendere in un momento più tranquillo.
    
    Quella notte si passò più volte le dita proprio li ma non notò alcuna differenza, rispetto al solito.
    
    Per il secondo step trovò un tranquillo pomeriggio in cui aveva preso mezza giornata di ferie perché sapeva che a casa, fino a sera, non ci sarebbe stato ...
    ... nessuno.
    
    Si chiuse in bagno e… ricominciò dal pennarello. Fu facile. Riprovò con la colla, purtroppo rifece la fatica dell'altra volta. Quando la inserì decise di… lasciarla “agire”. Dopo averla spinta quasi tutta dentro, si infilò un paio di short di jeans strettissimi, in modo da bloccare il tubo li dentro e si mise a guardare la televisione. Dava fastidio ma lo stava facendo per… abituarsi e resistette per una buona mezz'ora. Quando ritornò in bagno era in grado di far scorrere il tubetto con facilità. Anche se lo tirava del tutto fuori riusciva a rimetterlo dentro immediatamente e, ogni volta che lo faceva provava un certo piacere. Poteva aumentare il diametro e toccò al deodorante stick. Pure questa volta l'ingresso le fece male ma poi il movimento le faceva… bene. Non era il piacere di una penetrazione vaginale o di un “lavoretto” alla clitoride, ma non era male. Anzi, toccandosi davanti e contemporaneamente trafficando dietro, gli orgasmi che raggiunse furono decisamente intensi ma… le tolsero la voglia di continuare.
    
    A queste due “sedute” ne seguirono altre che, piano piano, testarda e tenace com'era, la portarono ad ampie dilatazioni. Quando, dopo due mesi si ritrovò con Sergio, alla sua richiesta di riprovare con il lato b, si offrì certa di essere pronta. Provò un leggero dolorino appena sprofondò ma fu quasi subito compensato dal godimento che quel forte maschietto le procurò nella mezz'ora seguente.
    
    Lui fece alcune battute sul culetto e lei altre.
    
    Adesso ...