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Rosalba, calda vedova bisex, in un trio con me e mia moglie
Data: 04/12/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Bisexloingoio
Rosalba la conoscevo da bambino. Era una splendida ragazza italiana. Era nata in Venezuela, da genitori italiani emigrati e quindi portava con se il colore della pelle leggermente più ambrato dei nostri connazionali. Sposò un tizio come tanti, ebbe dei figli. A un certo punto rimase vedova, il coniuge morì di infarto e lei non si risposò più. I figli erano fatti grandi, lei iniziò a lavorare in una ditta di autotrasporti; a fine settimana, tutti gli impiegati di questa ditta erano soliti invadere un ristorante fuori mura e rumoreggiare fino a tardi. A noi, mia moglie ed io, capitò un’uscita in week e scegliemmo lo stesso ristorante per una cenetta intima. Il proprietario lo conoscevo molto bene, entrammo in confidenza, rimanemmo a fine serata soli nel ristorante, unimmo i tavoli e, alla chiusura, riprendemmo a gustare specialità del cuoco che non venivano messe a disposizione di chiunque. A notte fonda, anziché mandarci tutti a casa, il proprietario mise su una mezza improvvisata discoteca e tutti, nessuno escluso, compreso un paio di cagnolini, iniziammo a divertirci con balli frenetici, movimentati ancor di più da abbondantissimo “vino della casa, gradazione 14°” La serata finì all’alba. Il proprietario “ragazzi mercoledì e giorno di chiusura. Se volete, ripetiamo la serata a porte chiuse, solo per noi, coniglio alla cacciatora e altre specialità molto tradizionali.” Tutti accettarono con entusiasmo. Particolare che non vi ho detto, durante la festa io ...
... corteggiai Rosalba ed anche la moglie del capo dell’azienda autotrasporti, una signora di nazionalità rumena che ai tempi di Ceausescu aveva fatto il bello e il cattivo tempo in romania. Era stata una delle donne del figlio del dittatore, ricca, spregiudicata e troia. Durante il corteggiamento l’avevo pregata di stuzzicare mia moglie per un avvicinamento lievemente bisex o lesbo e di suggerire a Rosalba di uscire con me per una serata trasgressiva. Devo dire che la signora mi assecondò volentieri e così fece, ma poi la serata finì e tutti tornammo a casa. Mercoledì ci rivedemmo tutti, salvo alcuni che erano impegnati con il lavoro aziendale e mangiammo e bevemmo di gusto. Io a capotavola, a destra Rosalba, alla mia sinistra la mia consorte, poi la consorte del capo azienda. Al momento in cui i freni inibitori si furono allentati a causa di ripetute bevute di vino io tentai un manovra di avvicinamento. Iniziai a mangiare l’insalata con le mani, per farmi notare, prendendola dal piatto dove pertanto rimase solo la parte liquida del condimento. Rosalba storse il muso “ma che fai, perché mangi con le mani”. Il suggerimento della rumena a Rosalba perché uscisse con me era stato lanciato il sabato precedente, perciò Rosalba sapeva già che me la volevo scopare. Dissi “Rosalba, perché non dovrei. Sai che differenza c’è tra una tazza ed un piatto?” Mi guardava, perplessa. Io presi il piatto e svuotai maleducatamente il liquido nella mia bocca. Poi mi pulii la bocca con ...